- “Brode de gaddine niure”

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C’era una volta una donna che aveva un amico; per poterlo liberamente ricevere in casa così pregava ogni giorno? “Segnore mì, fà devendà cecate u marite mì” (mio Dio fa’ diventare cieco mio marito). Il sagrestano, che la sentiva ogni giorno, informò il marito, questi gli disse: “domani rispondi così da dietro l’altare” “dalle da mangià brode de gaddine nìure” (dagli da mangiare brodo di gallina nera). Il giorno successivo la donna udendo quelle parole pensò ad una risposta del Signore e corse a casa a preparare il brodo al marito e così per vari giorni. Il marito, intanto, iniziò a dire di avere male agli occhi, di vedere ombre, ecc. fino a quando un giorno disse di non vedere più.

La mattina successiva la donna stava facendo il bucato, il suo amico stasa dormendo “inde o casc—sciàune de la farine” (nel cassone della farina), sul fuoco stava a cucinare “la creture” (la liscivia) ma lei voleva andare in chiesa a Messa per ringraziare il Signore della grazia ottenuta per cui disse al marito, che credeva ormai cieco: “do stè u foche, inde o calarle stè a cosce la creture, quanne ferve amminele inde o candere de re robbe ca ghj’ venghe sùbbete” (qua sta il focolare, nella caldaia sta a cucinare la liscivia, bando bolle versala nel cantaro [ recipiente di terracotta] del bucato che io vengo subito). Il marito, che ben vedeva, quando la liscivia bolli, lo verso nel cassone della farina, addosso all’amico che subito morì.

Quando la donna tornò disse al marito: “ce càuse si fatte, dà staie ‘n poveriedde a dermì, cudde mò è muorte, e mò accamme ama fa’?” (che cosa hai fatto, là stava un poveretto a dormire, quello adesso è morto, come dobbiamo fare ora?). “Sciame fore e u sebbelime” (andiamo in campagna e lo seppelliamo) rispose il marito e partirono. Mentre camminavano il marito disse: “dobbiamo pregare, diciamo così: Ave Maria grazia plene, tre ne sciame e une ne vene” (Ave Maria piena di grazia, tre andiamo ma uno ritorna). Arrivati al loro podere, l’uomo si mise a scavare una fossa poi disse: “forse questa sarò piccola, ne scavo una più grande” e ne scavò una seconda, In questa misero l’uomo morto poi dette “‘na zappate alla megghjère, la spaccò de cape” (un colpo di zappa alla moglie, le spaccò la testa) e la seppellì nella fossa più piccola. Poi se ne tornò a casa da solo. Infatti “tre ne sciame e une ne vene” avevano pregato.

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