Basilica di S. Nicola

Chiese, strade e piazze storiche, monumenti, palazzi ed edifici storici, insediamenti rupestri.

a cura di Anna Selvarolo
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Centro della vita religiosa barese, la basilica, famosa in tutto il mondo, sorge nell’area un tempo occupata dal Palazzo del Catapano; la costruzione voluta dall’abate Elia e atta a custodire le reliquie del santo, traslate nel 1087, rappresenta uno dei più belli e imitati esempi di architettura romanica pugliese.

I lavori furono condotti abbastanza celermente giacchè nel 1089 il papa Urbano II collocò nella cripta le reliquie; fu sicuramente completata nel XII secolo, poiché una lapide murata sulla facciata principale ne rievoca la consacrazione, avvenuta nel 1197, ad opera di Corrado di Hildesheim, cancelliere dell’imperatore Enrico VI. Imponente, ma sobria, a prima vista si configura come una fortezza più che come una chiesa.

La facciata, tripartita da lesene che riflettono la suddivisione interna in tre navate, è fiancheggiata da due torri angolari, collocate in maniera asimmetrica e databili in epoche differenti: quella di sinistra sembra essere contemporanea alla costruzione della chiesa, come si evince dagli analoghi motivi decorativi e strutturali; invece quella posta a destra di chi guarda appartiene probabilmente al Palazzo del Catapano; su di essa vi sono due grosse campane ricavate, secondo la tradizione, dall’unica campana bronzea fatta costruire dal re Manfredi per la città di Manfredonia e poi donata, nel 1266, da Carlo I d’Angiò alla basilica di S. Nicola; una terza fu fatta installare, nel 1950 circa, dai padri domenicani.

In quanto chiesa di pellegrinaggio, l’afflusso dei fedeli è favorito da numerosi portali; particolare attenzione merita quello principale, grande quasi come un arco di trionfo, munito di colonne sorrette da buoi sulle quali poggia un timpano triangolare riccamente decorato e sormontato da una figura di sfinge. Al centro del sottostante archivolto è raffigurata un auriga; infine nel bassorilievo, presente sull’arco del portale, si riconosce l’immagine di S. Nicola.

Sulla facciata sono, inoltre, riconoscibili due lapidi (l’una rievocativa della consacrazione fatta da Corrado di Hildesheim, l’altra recante il testo di un decreto del re Filippo II di Spagna), ognuna delle quali affiancata da una colonna con capitello. I tre portali (quello principale e altri due minori) sono sovrastati da finestre monofore e bifore, disposte su tre piani, e da una circolare situata in alto al centro.

La fiancata destra è formata da sei arconi, aggiunti probabilmente in una fase successiva, sui quali corre un loggiato costituito da finestre esafore e, più in alto, un secondo ordine di finestre; delle due porte di tale fiancata particolare attenzione merita la cosiddetta “porta dei leoni”, per la presenza di due belve che reggono le colonne laterali; la fiancata sinistra, sulla quale si aprono due porte, consta, invece, di cinque arconi, anch’essi con funzione di base d’appoggio per un esaforato e un secondo ordine di finestre.

La parte opposta della facciata principale, che nasconde le tre absidi della chiesa, è caratterizzata da otto bifore, disposte su tre file, e da un finestrone centrale. L’interno presenta una pianta basilicale a tre navate, divise da colonne e pilastri, con transetto e tre absidi; al centro del transetto vi è un raffinato ciborio, del XII secolo (forse il più antico di tutta la Puglia), caratterizzato da un capolino ottagonale che poggia sui capitelli di quattro colonnine marmoree. Dietro il ciborio si riconosce la cattedra dell’abate Elia, un seggio in marmo monoblocco, oltre la quale è collocato il sepolcro della regina di Polonia, Bona Sforza, ai cui lati vi sono le statue di S. Nicola e S. Stanislao.

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