I primordi

La morfologia della città, le sue peculiarità, l’economia, la flora e la fauna.

La città
a cura di Ilaria Trabace
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Nel 1912 il prof. Michele Gervasio scoprì un villaggio preistorico nel cortile dell’ex Ospedale Consorziale. Si tratta della più antica testimonianza archeologica delle origini di Bari. L’area del villaggio si estendeva per quasi 300 metri e si trovava a 4 metri di profondità. Furono ritrovati scheletri e resti di animali, una tomba e vari oggetti per lo più di uso domestico.
Testimonianze analoghe furono rinvenute negli ex conventi di S. Scolastica, S. Maria del Buon Consiglio e S. Francesco della Scarpa.

Secondo le leggende locali la città fu fondata 3910 anni dopo la creazione del mondo (che si riteneva avvenuta 5199 anni a.C.), ossia 537 anni prima di Roma, da un certo Iapige figlio di Dedalo, venuto dall’isola di Creta. Costui avrebbe dato alla città il suo nome, poi trasformato in Bari da un certo Barione, condottiero di un gruppo di giovani illirici, provenienti dalla vicina penisola balcanica. Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia scrive che si trattava di 9 giovani e altrettante vergini che diedero origine a 12 popoli,chiamati Pedicoli. Questi avrebbero fondato diverse città della nostra regione, tra cui Rudiae, Egnatia e Bari.

Gli studiosi ritengono che i più antichi abitanti appartenessero ad un numero imprecisato di famiglie dall’origine comune. Abitavano in povere casupole raggruppate intorno ad una rocca, dove si rifugiavano in caso di pericolo imminente, probabilmente nel luogo dove sorge il castello o la basilica di S. Nicola. In breve tempo dovettero raggiungere un livello di civiltà molto avanzato, come le indagini e i ritrovamenti archeologici fanno pensare.

Erano governati da un re eletto, che non poteva trasmettere la carica ai suoi eredi. Vi era poi un’aristocrazia, non si sa se ereditaria o elettiva, che per le decisioni più importanti si consultava col popolo in assemblee.

Le notizie più antiche su Bari sono frammentarie, disorganiche e spesso contraddittorie. I dati si fanno più sicuri solo a partire dal IV secolo a.C. Lo storico Diodoro Siculo afferma che i baresi sostennero aspre lotte contro i salentini per questioni di confine, al tempo in cui erano consoli a Roma Lucio Emilio Mamerco e Caio Cornelio Lentulo. Inoltre strinsero alleanza con Alessandro il Molosso di Epiro, quando questi giunse in Puglia per aiutare i Tarantini contro i Bruzi nel 334 a.C., e con Pirro, anch’egli re dell’Epiro, che nel 281 a.C. portò aiuto ai Tarantini contro Roma.

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