Castello Normanno-Svevo-Aragonese

Chiese, strade e piazze storiche, monumenti, palazzi ed edifici storici, insediamenti rupestri.

a cura di Anna Selvarolo
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Le origini dell’edificio sono rintracciabili già in età greca o romana; il poeta latino Orazio (Satire, I, 5, 96-97) e lo storico Tacito (Annali, XVI, 2, 7-9) attestano l’esistenza di una fortezza barese che potrebbe coincidere con una parte dell’attuale castello, forse quella occidentale, al di sotto della quale il ritrovamento di ruderi di case e di manufatti di epoca romana inducono ad avvalorare questa ipotesi, sulla quale mancano, tuttavia, definitivi dati storici.

Innalzato probabilmente nel 1131 per volere del re normanno Ruggero II, che si avvalse di maestranze saracene, fu distrutto nel 1156 dagli stessi Baresi, che, intolleranti al dominio normanno, indussero il re Guglielmo il Malo a radere al suolo l’intera città, ad eccezione di alcuni luoghi di culto. Ricostruito già nel 1233, giacchè l’imperatore Federico II ne aveva ordinato la fortificazione, subì numerose trasformazioni in epoca angioina; divenuto, nel XV secolo, proprietà del re di Napoli, Ferdinando d’Aragona, fu poi da questi donato alla famiglia ducale degli Sforza, i quali provvidero ad ampliarlo e ad abbellirlo; in particolare Isabella d’Aragona, moglie del duca di Milano, lo dotò della grande cinta bastionata, resa necessaria dall’introduzione delle armi da fuoco.

Dopo la morte della duchessa, il castello passò nelle mani della figlia Bona, regina di Polonia, che vi morì nel 1557 decretando così l’inizio del declino; essendo il ducato tornato al regno di Napoli, l’edificio fu adibito a prigione e caserma per essere trasformato nella sede degli uffici della Sovrintendenza ai Monumenti e di una splendida Gipsoteca.

Il castello si presenta oggi circondato dall’antico fossato, che corre lungo tre lati, ad eccezione della fascia settentrionale, un tempo lambita dal mare; oltre il fossato c’è la cinta di difesa, di epoca aragonese, munita di grandi bastioni angolari “a lancia”, secondo le più aggiornate tecniche militari del tempo; il nucleo originario era costruito sec

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