Dati e risultati

Rifiuti elettronici? La Puglia è undicesima nella classifica Ecodom

Il centro maggiore di ricezione nel mondo è il Ghana, dove però c'è anche una gigantesca ed inquinatissima discarica di rifiuti elettronici

Bari martedì 13 marzo 2018
di Donato De Ceglie
RAEE, smaltimento
RAEE, smaltimento © n.c.

Il dato è stato tratto dal rapporto 2017 di Ecodom sulla gestione dei RAEE, i Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. Ecodom è il principale consorzio italiano che si occupa di riciclo di questi rifiuti e la Puglia si posiziona all'undicesimo posto delle regioni italiane per la quantità di RAEE conferiti, così suddivisi: 2.795 tonnellate, di cui 1.829 del Raggruppamento R1 (frigoriferi, congelatori, grandi elettrodomestici per la refrigerazione, la conservazione e il deposito di alimenti) e 947 di R2 (lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, forni, cappe, stufe elettriche, boiler, microonde ecc). Altre 19 tonnellate riguardando R3 (TV e monitor) e R4 (aspirapolvere, ferri da stiro, frullatori, computer, cellulari ecc.).

Il corretto trattamento di questi rifiuti permette di risparmiare circa 3.681.137 kWh di energia elettrica ed evita l’emissione in atmosfera di 39.061 tonnellate di anidride carbonica. Da 2.795 tonnellate gestite da Ecodom, sono state ricavate 1.700 tonnellate di ferro, 69 tonnellate di alluminio, 59 tonnellate di rame e 329 tonnellate di plastica. Il direttore generale di Ecodom, Giorgio Arienti, fa un invito: «Da aprile 2016 è possibile conferire gratuitamente i piccoli elettrodomestici dismessi presso i punti vendita, senza alcun obbligo di acquisto. Soltanto il 18% degli italiani ne è a conoscenza».

In Puglia il primo posto tra le province è occupato da Lecce (1.124 tonnellate), seguita da Bari (779 t.) e Brindisi (394 t.). Seguono Foggia (272 t.), Taranto (129 t.) e Bat (97 t.). In tutto il mondo produciamo ogni anno più di 40 milioni di tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici (conosciuti anche come electronic waste). Una sterminata montagna di frigoriferi, computer, televisori, telefoni, condizionatori d’aria, lampade, forni, tostapane e altri dispositivi elettrici ed elettronici. «L’equivalente del peso di sette piramidi di Cheope. I maggiori produttori pro-capite sono gli Stati Uniti e l’Unione europea. I paesi emergenti, come la Cina, ne producono sempre di più. Dei rifiuti prodotti, solo una piccola parte viene riciclata con metodi efficienti e sicuri per l’ambiente» scriveva Jacopo Ottaviani nel 2015 su Internazionale.

«Il Ghana, paese dell’Africa occidentale in forte crescita economica, è un importante centro di ricezione, riutilizzo, recupero e smaltimento di rifiuti elettronici. Accra, la capitale, ospita un fervente mercato dell’usato, una rete diffusa di negozi di riparazione e una serie di iniziative che tentano di sprigionare il potenziale dell’e-waste». Ma è anche sede di una gigantesca ed inquinatissima discarica di rifiuti elettronici.

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