Ambiente

Inceneritore, Bari e Modugno non ci stanno

Ieri vertice in Regione. Nel fronte del "no" anche i consiglieri regionali di Udc, Pd, 5 Stelle, Forza Italia

Politica
Bari giovedì 14 dicembre 2017
di La Redazione
In Regione si discute del progetto Newo
In Regione si discute del progetto Newo © n.c.

Un doppio "no". I comuni di Modugno e Bari si schierano contro il progetto di Newo, un inceneritore previsto nel territorio della zona industriale.

Nella giornata di ieri, incontro in Regione con il sindaco Nicola Magrone e l'assessore all'ambiente Tina Luciano, di Modugno, il sindaco di Bari, Antonio Decaro, l'assessore regionale all'Ambiente, Filippo Caracciolo.

«Un incontro - commenta il Comune di Modugno - che ha anche visto il consolidamento di un fronte trasversale del "no" con le prese di posizione contrarie al progetto industriale di diverse forze politiche rappresentate in Consiglio regionale da Longo (Udc), Lacarra (Pd), Conca e Trevisi (5 Stelle), Damascelli (Forza Italia) e altri».

«È un primo successo ha dichiarato Magrone - da attribuire alla sensibilità dell'opinione pubblica e alla capacità che, a partire dall'amministrazione modugnese, è stata dimostrata nel mobilitare l'opinione pubblica stessa nel senso dell'opposizione al nuovo insediamento industriale in un contesto già compromesso dal punto di vista ambientale».

«Durante le conferenze di servizi - ha sottolineato Tina Luciano - abbiamo proposto le nostre osservazioni senza ricevere mai risposte convincenti. Per non parlare delle criticità che abbiamo fatto notare relativamente alle emissioni in atmosfera».

«Ribadisco il parere negativo già espresso per diverse ragioni - ha dichiarato Antonio Decaro -: in primo luogo l’impianto utilizza rifiuti di provenienza da cicli urbani nonostante non sia previsto dalla pianificazione regionale, che non ha localizzato impianti per la valorizzazione nell’area metropolitana di Bari; inoltre questa tipologia di impianto contrasta con le politiche ambientali intraprese da Comune e Regione, che intendono investire sul potenziamento della raccolta differenziata porta a porta.

Un ulteriore motivo di perplessità riguarda l’assenza di qualsiasi casistica circa il funzionamento dell’impianto, trattandosi ad oggi di un impianto oggetto di sola sperimentazione. Non a caso abbiamo rifiutato la proposta dell’ingresso di Amiu nella società proponente, né l’azienda ha sottoscritto alcun accordo circa la gestione e il trattamento dei rifiuti.

Per tutte queste motivazioni auspico che la Regione non finanzi con fondi pubblici un impianto che contrasta con le politiche regionali indicate dal piano del 2013 che prevedono l’incremento della raccolta differenziata e l’assenza di nuovi impianti di valorizzazione».

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