Il giallo

Consiglio comunale, Melini insultata

Offesa scritta su una scheda durante una votazione a scrutinio segreto

Politica
Bari mercoledì 15 novembre 2017
di La Redazione
Irma Melini
Irma Melini © Luciano Anelli
Un insulto sessista contro la consigliera comunale di Bari, Irma Melini. È accaduto nel pomeriggio di ieri, durante una votazione a scrutinio segreto nell'assise cittadina.

Dopo la lettura della scheda, la seduta è stata sospesa brevemente. Alcuni consiglieri hanno chiesto una perizia calligrafica per individuare il responsabile.

Solidarietà dal sindaco, Antonio Decaro. «A tutti vorrei ricordare che, nell’aula Dalfino, si è esercitata la politica e l’amministrazione nelle sue forme più nobili, ed è a quell’esempio che dobbiamo tutti guardare - commenta -. Possiamo scontrarci, lottare per le nostre idee, portare avanti con passione le nostre convinzioni ma dobbiamo farlo nel rispetto del ruolo che ricopriamo e delle persone che abbiamo l’onore di rappresentare. Se non saremo capaci di fare questo potremo ritenere fallito il nostro compito di uomini e donne prima che di politici».

«Condanniamo fermamente l’atto vergognoso compiuto - dichiarano in una nota congiunta le consigliere Francesca Contursi, Anita Maurodinoia e Alessandra Anaclerio e gli assessori Francesca Bottalico, Carla Palone, Carla Tedesco e Paola Romano - in un’aula istituzionale, un luogo che rappresenta l’intera città di Bari. Il dibattito in aula consiliare dovrebbe essere esempio di confronto civile nella libera espressione di posizioni, anche contrapposte, e il ricorso all’offesa sessista e volgare non è in alcun modo ammissibile».

«Il solo fatto che si maturino bestialità di questo genere offre l’idea dell’ambiente in cui vive il governo della città. Una politica tutta da dimenticare. Non basta la solidarietà alla consigliera Melini; è necessario invece un grande sforzo di tutti per restituire a Bari la classe politica che merita». Questo il commento del coordinamento di Forza Italia a Bari con Francesco Paolo Sisto e i vice Luigi Avenia, Antonio Ciaula e Dino Tartarino.

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