di Claudio Cimaglia
15 maggio. Una data che i baresi non dimenticheranno. Esattamente un anno fa, intorno alle 22.30, Mimmo Bucci, voce della “Combriccola di Vasco”, ma soprattutto grande amico di molti baresi, poneva fine ai suoi giorni in un tragico incidente, investito da una moto, sulla sua stessa moto, sul Lungomare di Bari.
A distanza di un anno, quale modo migliore per ricordarlo se non un grande concerto proprio nel cuore del quartiere Libertà, dove Mimmo è cresciuto e vissuto? Ieri sera, infatti, presso l’oratorio dei Salesiani della chiesa del Redentore, è stato allestito un palco, montata qualche luce, e poi una carrellata di artisti amici di Mimmo si sono esibiti in un concerto durato ben tre ore ininterrotte, di fronte ad un pubblico composto da gente di tutte le età, dagli anziani ai bambini, per ricordare un amico della città di Bari, del quartiere Libertà, e una grande voce del panorama artistico nazionale.
Già dalle 20 qualcuno bazzicava nei pressi del palco. Grande l’attesa e l’entusiasmo, miste all’amarezza. “Provo dei sentimenti indescrivibili – ha commentato una ragazza del pubblico, amica di Mimmo – sono entusiasta di quello che si sta facendo, e mi auguro che questo concerto sia come quello dello scorso giugno. Mimmo Vive, e noi lo sentiamo”. Infatti, l’attesa è ben ripagata perché, alle 20.30 in punto, i fuochi d’artificio annunziano che il concerto sta per avere inizio.
Davvero tanta la gente che è inizia a scegliere il posto migliore. Sul palco molti nomi noti di Bari vogliono salutare Mimmo. Addirittura i calciatori Gillet e Galasso, gli attori Mino Barbarese e Sabino Bartoli, i capi Ultras del Bari, i dee-jay della stazione radio fondata da Mimmo Bucci, Radio Sound City, Annalisa De Iacolo e Enzo Massari, conduttori del concerto assieme a tutto lo staff della radio, e anche il sindaco di Bari, Michele Emiliano.
Quest’ultimo ci ha detto che “in chiesa l’anno scorso Ugo Liberatore chiedeva al Padre Eterno di far nascere un bambino che diventasse un secondo Mimmo Bucci; questo concerto è in attesa di questo bambino. Vuole anche essere un modo per esprimere la forza e la dignità dei genitori e della città tutta”.
Antonio Bucci, padre di Mimmo e presidente dell’Assocazione Mimmo Bucci, con quel suo sorriso eroico e quel calore che solo un grande uomo è in grado di sprigionare, afferma semplicemente che “tutta questa gente, questo concerto e ciò che sta intorno, dimostrano che Mimmo vive e che sta sempre con noi. Non credo che ci sia bisogno di dire altro”. Ed ha pienamente ragione.
Aprono il concerto i Mojo Risin’, cover band degli U2 e The Doors, che scaldano il pubblico. A seguire, i simpaticissimi Ottantugo e i Cartoni, i bravissimi Happy Hour, cover band di Ligabue, la Barra Band e, per chiudere in bellezza, non potevano mancare quelli della Combriccola di Vasco.
Intanto, mentre gli artisti si esibivano, al centro del palco, su uno maxi schermo, scorrevano le foto e i video di Mimmo, piccole schegge di una vita tanto grande quanto breve.
Gnomo, la nuova voce della Combriccola, ci spiega che “Mimmo diceva che esistono Cover Band e cover band. Io sono orgoglioso di essere in una Cover Band e, soprattutto, di aver preso il suo posto. Per il resto le parole non servono”.
Tante le canzoni proposte, scritte in occasione della tragica scomparsa di Mimmo. Tutte davvero molto toccanti che dipingono il colore del vuoto lasciato.
Ancora fuochi d’artificio prima dell’esibizione della Combriccola e, nell’ora tragica, si è osservato un minuto di silenzio al quale è seguito un applauso più forte dei watt dell’impianto.
Non si poteva ricordare Mimmo in un modo migliore. Musica, calore, amicizia, passione, risate, qualche lacrima. Il resto è semplicemente essenza o, per dirla alla Vasco Rossi, “è un brivido che vola via, è tutto un equilibrio sopra la follia”.