Politica
03 novembre 2009
Ricapitoliamo un po' una vicenda su cui si è detto (poco e male) da ogni parte

Zona Industriale: una satira istituzionale

di Gianna Mastrini*

Vorrei dire anch’io qualcosa sulla vicenda ASI spa, in maniera diretta e schietta così come sono abituata a fare e chi mi conosce sa.
La domanda che si pongono in molti è:
Perché viene costituita la Società Assistenza e Servizi alle Imprese, in sigla ASI Spa?
La risposta che viene fornita dal Consorzio ASI suona più o meno così:
La società viene costituita perche provveda a svolgere, per conto del Consorzio, tutte quelle attività di gestione integrata di servizi che non registrano, nella normale gestione consortile, una performance soddisfacente.
Sulla base di questa risposta, si è portati a pensare che nel Consorzio esista già un ufficio strutturato per rispondere alle richiesta di servizi di base da parte delle imprese: gestione acqua, illuminazione, rifiuti, verde, spazi di ristoro, asili nido… Sulla base di questo pensiero, si può, poi, immaginare che queste attività di base e relative risorse di mezzi e di uomini, passeranno dal Consorzio alla Società, per essere organizzati secondo un principio di integrazione, capace di elevare la qualità del servizio e il suo impatto sul territorio, realizzando, così, un vantaggio competitivo per il sistema di imprese insediate. Questa visione si dimostrerà non aderente alla realtà. Nessun servizio, seppure di base, infatti, è organizzato in modalità strutturata dal Consorzio ASI.
Allora, perché viene costituita l’ASI spa?
Nel 2007 si ricostituirono gli organi del Consorzio, solo cinque soci su otto trovarono collocazione all’interno del Consiglio di Amministrazione e anche allora, come ora, la Provincia in qualità di socio fondatore, escluso dall’organo amministrativo, lanciò fulmini e saette.
L’ASI SPA rappresentò, quindi, il parafulmine, altroché strumento strategico!
Per questo motivo la Società non viene finanziata dal Consorzio, suggerendole il ricorso al capitale di terzi (leggi indebitamento) per sviluppare i propri progetti?
E sarà sempre per facilitare lo start up che l’indirizzo del Consorzio sulla Società si rivolge su due progetti delicati: pubblicità e vigilanza, entrambi a forte impatto sulle dinamiche del mercato a capitale privato?
O sarà per la mia resistenza all’indebitamento e al reclutamento “fantasioso” di personale che, lo scorso agosto vengo, giudicata non meritevole della fiducia dei Signori Consiglieri Girolamo Pugliese, Filippo Paradiso (CCIAA) e Giuseppe Polacco (Comune di Giovinazzo)?
Le dimissioni dei tre consiglieri non sono supportate da alcuna motivazione.
La disponibilità a rimettere il mio mandato nelle mani dei soggetti istituzionali che me lo conferirono, sono atti da me esplicitati fra giugno e luglio scorso e tuttavia, piuttosto che affrontare lealmente le questioni connesse ai rinnovati assetti istituzionali, i tre consiglieri si armano di dimissioni (mai vagamente preannunciate), garantite, forse, dalla rinomina, poi avvenuta in assemblea il 30 ottobre.
Fiducia, lealtà, correttezza istituzionale, confronto politico, persino “l’impegno nell’ascolto” e nel lavoro di anni alla “risoluzione di istanze imprenditoriali”, esimio Ingegnere Mataresse, sono ormai un trastullo per la coscienza collettiva.
C’è un territorio che attende di essere adeguato alla bucolica toponomastica attribuitogli: sintesi di satira istituzionale.
Lei, Ingegnere Matarrese, è l’espressione emblematica di una imprenditorialità che conta in questa città e se il suo incarico, a differenza di quello da me ricevuto all’epoca, ha qualità tecnica e non istituzionale, potrà valutare con ragione di causa, l’opportunità di contare nell’ASI Spa per il valore imprenditoriale che una impresa come la sua esprime e quindi suggerire al Socio Unico la partecipazione delle competenze e del capitale privato, attraverso l’ampliamento della compagine azionaria. Questa forse potrebbe rappresentare l’unica opzione seria, utile ad evitare il “carrozzone” temuto dalla Provincia ed avviare speditamente le attività, come lei e tutti noi auspichiamo
Alle centinaia di piccole e medie imprese insediate nell’area industriale e ai loro collaboratori, tutti lavoratori e contribuenti della spesa pubblica, con molto più pragmatismo, di quanto possano esprimere le beghe istituzionali e di potere, interessa solo che si ponga rimedio, con efficacia, alle difficoltà strutturali ed infrastrutturali del territorio nel quale trascorrono una parte considerevole del loro tempo e della loro vita. Una area industriale servita e infrastrutturata secondo i criteri di sostenibilità, rappresenta l’unico vantaggio competitivo per le imprese, sulla quale politica ed istituzioni dovrebbero concentrarsi in questa fase di grave crisi economica.
*Già Presidente dell'ASI spa e Assessore alle Attività Produttive della Provincia di Bari, presidente Enzo Divella

3 commenti per questo articolo
postato da baribene
04 novembre 2009 @ 18.11
Signora ex Presidente: MA CHE ITALIANO USA QUANDO PARLA, MI CORREGGO QUANDO SCRIVE? I tempi, la punteggiatura, ma che ignoranza! Sono furibondo!
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postato da cleopatra790
04 novembre 2009 @ 13.11
signora mastrini. sono molto contenta leggere una sua replica. tutti conoscono il suo percorso politico...mi domando tante cose. perchè non è stata nuovamente ricandidata alle amministrative,mi domando non sarà poco considerata dal suo partito. ho avuto la fortuna di ascoltarla, con molta umiltà credo che lei sia realmente una Donna Comunista, una comunista nel pratico mettendo da parte teorica e filososia. grazie
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postato da fdmba
03 novembre 2009 @ 14.11
Le delucidazioni fornite dall'ex-Presidente A.S.I.al neo-Presidente espongono le "opportunità" che taluni dirigenti del Consorzio Asi hanno immediatamente provato a cogliere: spingere la società ad indebitarsi per funzionare ed avviare nuove "clientele" con assunzioni non necessarie. Questo non è accaduto per decisione della Mastrini scatenando la reazione delle insulse e solerti interviste estive. Questo il "clima" respirato, ne prenda atto assieme agli auguri il neo-nominato. Franco de Mario
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Lei, Ingegnere Matarrese, è l’espressione emblematica di una imprenditorialità che conta in questa città e se il suo incarico, a differenza di quello da me ricevuto all’epoca, ha qualità tecnica e non istituzionale
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