Attualità
29 settembre 2009
Discorso lunghissimo, tante cose da dire, ancora di più quelle da fare

Consiglio Comunale: linee programmatiche ok, ora a lavoro

Trovare il modo di garantire un lavoro a chi non lo ha è l'unica soluzione per rimettere su una carreggiata europea la città di Bari

di Antonella Ardito

Sette asset, 93 minuti di linee programmatiche, parecchie interruzioni da parte dei precari dell’Amtab che non hanno passato il concorso per la graduatoria del lavoro temporaneo, consiglieri stretti nei banchi ed un minuto di silenzio per i sei militari morti in Afghanistan.
Michele Emiliano ha iniziato ieri in consiglio comunale il nuovo corso, declamando le intenzioni, le cose da fare e da finire nei prossimi anni di governo della città, “per lasciare a chi arriverà le carte a posto e i soldi per continuare a governare bene”. Pensiero lungo quello del sindaco, che ricorda come la politica non è promozione dell’io, non è un mezzo per costruire la propria personalità o il patrimonio personale. Dobbiamo costruire il benessere di chi è fuori di qui. Ogni mattina siamo costretti a gestire il servizio della solidarietà effettiva, che non è contemplato nel testo unico degli enti locali. Sappiamo ascoltare, anche se non abbiamo soluzioni nell’immediato e il programma è una strategia per rendere accettabile l’impotenza umana”. Il sindaco poi passa in rassegna quel 90% del programma realizzato tra il 2004 e il 2009, citando gli assessori che hanno dato man forte all’operato del governo comunale, da Ludovico Abbaticchio a Gianni Giannini, passando per Simonetta Lorusso, Maria Maugeri e Elio Sannicandro e ricordando (senza nominare l'assessore ndr)  il lavoro sulla mobilità di Antonio Decaro. “Abbiamo anche avuto fortuna, ora abbiamo un embrione di vita nuova che dobbiamo utilizzare per dare una risposta forte e decisa al tema della disoccupazione, perché senza lavoro resta quasi inutile aver ridato dignità ai quartieri come il san Paolo o Enziteto, fare la lotta alla Mafia diventerebbe quasi impossibile, e non ci sarebbe spazio per le politiche del welfare”. Ma come si coniuga la necessità di lavoro con la città in crisi? La soluzione Michele Emiliano la pratica già da tempo e si chiama piano strategico, dove Bari è al centro delle attività di 31 comuni dell’hinterland e insieme si punta a far arrivare l’Expo 2015 a Bari, come aveva promesso Silvo Berlusconi in una delle sue discese nella città del Petruzzelli o anche candidando la città a capitale della cultura per il 2019. “Abbiamo bisogno di grandi eventi non per farne cipria da coprire i difetti della città, ma per mettere in evidenza i nostri sogni – ha ricordato Emiliano – e abbiamo bisogno di un approccio scientifico alla politica per costruire fatti e circostanze che possano generare posti di lavoro che durano”. Un primo passo in questa ottica è stato compiuto da Gianluca Paparesta, che ha raggiunto l’intesa con la Fiera del Levante e Eataly  per destinare parte del complesso monumentale dell’ente fiera ad un grande mercato di cibi di qualità, che impiegherà 170 dipendenti.

Tornando invece sui problemi più quotidiani Michele Emiliano ha ricordato che “al centro della nostra attenzione dopo il san Paolo, Enziteto e Catino sarà il quartiere Libertà. Oggi è depresso, lì abbiamo contratto un debito ma abbiamo già fatto due grandi battaglie, la prima per il mantenimento degli uffici giudiziari, la seconda per la costruzione del ponte dell’asse nord-sud. A Japigia e nella città tutta c’è da rivedere la fogna, ormai abbiamo un clima con delle precipitazioni a carattere subtropicale. All’assessore regionale ai lavori pubblici Fabiano Amati ho chiesto i 40 milioni di fondi Cipe destinati a questo tipo di intervento. Michele Emiliano poi ricorda a Tim Barton che lui non c’era quando si è iniziato a ragionare di sblocco del piano regolatore e delle maglie intorno al san Nicola: “Lo sblocco del Prg potrà permettere di costruire un nuovo centro cittadino, e questo nulla ha a che vedere con chi vuole comprare la società del Bari e lo stadio”. Alla fine del discorso rilancia la necessità del decentramento amministrativo “per avere dalla prossima consigliatura i municipi” e ricorda ai giovani di Emilab di sorvegliare sul programma. Poi si rivolge a Filippo Barattolo, il suo assessore dell’Udc, chiedendogli di farsi portavoce con Pierferdinando Casini dell’esperimento politico in atto a Bari con la nuova giunta. Chiuso l’intervento del sindaco, Domenico Cea ha chiesto come courtesy istituzionale di rinviare la discussione delle linee programmatiche al prossimo consiglio, richiesta non accolta del centrosinistra. Dura la replica del centrodestra: “Il sindaco ha depositato in ritardo le linee programmatiche- ha sottolineato il capogruppo del Pdl Costantino Monteleone – ma la realtà è che questa maggioranza non ha un programma e per Emiliano il centrodestra è stato utile solo a dare i voti per il presidente del consiglio comunale”.

5 commenti per questo articolo
postato da nickgabri48
30 settembre 2009 @ 14.09
Rettifica del nr.4. commento Data 31 MARZO 2008.
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postato da nickgabri48
30 settembre 2009 @ 05.09
Ma si sono resi inadempienti alla Costituzione prevista dal dlg.165/2001 davanti al Ministero Lavoro e delle Politiche del Lavoro. Come si sono resi inadempienti alla nota del 31 marzo 2005. Presso la Commissione Medica Presieduta dal dott. F. N.. Augurandomi ad oggi Fatto Presente all'Attenzione del dott. T. F. Assessore Regionale di far rivedere eventuali omissioni ho errori come citati dall'On. Francesco Boccia, Che Tutti gli sono rimediabili. Grazie.
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postato da nickgabri48
30 settembre 2009 @ 05.09
Del mandato del mandato 2004/2009 non viene inserito i due licenziamenti effettuati Illeggittimamente pur sapendo lui e la sua giunta delle violazioni del dlg. 626/94 e smi. e dei restanti cartelloni che ancora oggi che sono visibili in via De Cristoforis e sul viale Iapigia. Pur sapendo queste cose che "evidentemente gli hanno danno fastidio di avergliele ricordate e fatte presente". Anno preferito attuare i due licenziamenti, regolarmente contestati.
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