Attualità
12 agosto 2009
Assemblea davanti alla sede barese dell’INPS e incontro coi vertici

Call center INPS-INAIL, la battaglia continua

RSA, sindacati e lavoratori rivendicano i loro diritti

di Gianvito Rutigliano

Il calvario dei 170 lavoratori dell’unità produttiva della Omnia Service center, società appaltatrice del call center INPS-INAIL, non accenna a trovare una felice conclusione. Nel corso della mattinata di ieri le rappresentanze sindacali aziendali e CGIL, CISL, UIL e UGL hanno indetto un’assemblea davanti alla direzione provinciale INPS di Lungomare Nazario Sauro. Al centro, la pericolosa condizione dei prestatori di lavoro operanti presso gli stabilimenti EDS di Bitritto, da oltre un anno sul piede di guerra per la scadenza della commessa che permette loro di espletare il compito di “sportello virtuale” telefonico per conto dell’INPS e il mancato rinnovo della stessa da parte della Omnia. Quest’ultima (allora Omnia Network spa) nel 2002 aveva vinto, in consorzio con Poste Italiane e Intouch srl, l’appalto INPS-INAIL, assumendo lavoratori con contratti di collaborazione a progetto. Le tante vicissitudini avevano portato persino, mediante circolare n. 17/2007 del Ministero del Lavoro, la trasformazione di 24.000 rapporti precari (tra cui i 170 della Omnia) in posti a tempo indeterminato. La vittoria ottenuta, però, non servì a ricevere garanzie dalla società di vedere rinnovata la commessa, scaduta già da fine 2007. Da allora si sono susseguite proroghe trimestrali, mancati pagamenti delle retribuzioni, manifestazioni a Roma per l’inserimento di clausole di salvaguardia in caso di mancate partecipazioni alle gare nei contratti collettivi e interventi dell’assessorato regionale al welfare per una proroga fino a gennaio 2009.
Da mesi i sindacati sono impegnati in continui incontri con la società e gli appaltanti presso il Ministero del lavoro per ricevere assicurazioni sul destino dei 170 call centeristi, oggi più che mai con un piede nella fossa. L’apertura delle buste per l’assegnazione della nuova commessa pare arridere a un’altra società, la Transcom di L’Aquila, favorita da un basso costo del lavoro, ad oggi, secondo le sigle sindacali, non ufficialmente vincitrice. Per adesso, infatti, i suoi 500 lavoratori in cassa integrazione a seguito del sisma dello scorso aprile hanno ricevuto l’impegno a ricevere la commessa Tele2, e non ancora quella INPS-INAIL, per la cui assegnazione ci vorrà ancora qualche mese. Fino al 31 dicembre, comunque, sarà ancora la Omnia Service a gestire il servizio. Smentite quindi, secondo la relazione di Vito Gemmati, segretario generale della UIL-Comunicazione pugliese, le dichiarazioni del 7 agosto scorso di Gianfranco Giuliante, capogruppo PDL alla Regione Abruzzo, che davano per chiusa la partita. L’Omnia Service center, in difficoltà economiche, al centro dell’ennesima modifica degli assetti societari e che da febbraio fornisce a singhiozzo gli stipendi ai propri occupati, non pare affatto in grado di poter assicurare il rinnovo della commessa e le parti stanno pensando a diverse soluzioni. La professionalità, l’esperienza e la formazione acquisite, mediante fondi regionali ed europei, fanno dei lavoratori dell’EDS di Bitritto unità già pronte e ottimali, se non altro per la formazione dei nuovi occupati, secondo il segretario regionale dell’UGL-Telecomunicazioni Franco Ceglie (la Transcom, attualmente ai primi posti in graduatoria, possiede una sede anche a Modugno, utilizzabile per lo scopo).
L’obiettivo dell’assemblea, conclusa con un incontro tra una rappresentanza di sindacati e lavoratori col direttore provinciale dell’INPS, è stato quello di serrare i ranghi dei call centeristi verso una mobilitazione che li vedrà protagonisti subito dopo Ferragosto.«Abbiamo incontrato in delegazione i dirigenti provinciali esprimendo le nostra volontà e la nostra rabbia, rivendicando ciò che per noi è giusto – ci dice Stefania Santoro dell’RSA CGIL – ovvero tutelare la nostra occupazione, professionalità e competenza. Ci aspettiamo che il direttore si faccia portavoce di quest’istanza con i vertici nazionali». Le possibilità possono essere molteplici, dall’assunzione delle 170 unità da parte della società vincitrice l’appalto, alla loro ricollocazione, alla possibilità di adibirli alla formazione professionale. I contatti dei sindacati con le papabili vincitrici sono già avviati da mesi e qualche spiraglio, ancora insufficiente per tranquillizzare i lavoratori, potrebbe esserci. L’agitazione è appena all’inizio e i lavoratori pretendono di rimanere uniti per lottare. 170 famiglie attendono di conoscere il loro destino.

2 commenti per questo articolo
postato da boccolonero
25 agosto 2009 @ 12.08
Perchè non avete pubblicato il mio commento?
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postato da 0275mc
13 agosto 2009 @ 15.08
ma quando finirà questo schifo? ma è mai possibile che nel 2009, a 40 anni, si deve aver paura a mettere al mondo un figlio perchè si rischia di non poterlo crescre bene? infono si chiede solo un lavoro dignitoso...e pagato!!
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