di Antonio Scotti
Accuse di voto scambio. Risultati dei voti ancora parziali. Gioia per la vittoria in cinque circoscrizioni. Simeone Di Cagno Abbrescia è un fiume in piena in questa oramai interminabile campagna elettorale. Il quartier generale del PdL nel murattiano è un via vai di candidati che cercano di conoscere il dettaglio del voto in ogni singola circoscrizione. Di Cagno Abbrescia, in particolare, è fermo ad analizzare un blocchetto di fogli dove percentuali e numeri non riescono a far comprendere, in tutto e per tutto, in che modo il voto si è andato aggregando nelle varie zone della città. Una cosa è certa: il PdL ha conquistato quattro circoscrizioni, con Japigia-Torre a Mare pronta ad entrare. Il bottino è sostanzioso: San Paolo-Stanic, Carbonara-Ceglie, Murat-San Nicola, Libertà. Ballottaggi, invece, a Madonnella e Palese Santo Spirito. Il Pd vince solo a Poggiofranco-Picone (pare per soli 2 voti) e a Carrassi- San Pasquale. “Sono risultanti importanti che fanno capire con chi è la città, ci batteremo per ottenere un sette a due che costituirebbe una vera sconfitta nei confronti dell’attuale maggioranza”.
“Questi risultati – aggiunge – sono in linea con la vittoria del PdL alle Europee, alla Provincia, mentre lasciano qualche dubbio sui dati che arrivano per il Comune”. Il tema dei brogli e della confusione nelle sezioni elettorali campeggia sovrano tra i candidati alle liste di supporto a Di Cagno Abbrescia. Il primo a lamentarsene è Luigi Cipriani del Gruppo Indipendente Libertà, che esplicita di non essere convinto di “aver ottenuto solo la metà dei voti del 2004”. Di Cagno Abbrescia scalpita e, a tonde lettere, afferma che “il caos di queste elezioni altro non è che il caos che i baresi hanno dovuto subire in questi cinque anni di Emiliano al governo cittadino”.
“Le strade sono sporche, non c’è sicurezza, noi vogliamo mettere ordine in questa città e lo faremo cercando di vincere il prossimo ballottaggio”, continua tra gli applausi dei suoi sostenitori.
Ma prima di chiudere la conferenza stampa, il leader del PdL barese denuncia un voto di scambio che, se confermato, avrebbe del clamoroso. “Un consigliere prima di Forza Italia e poi del PdL, Michele Faccilongo, in cambio dell’appoggio ad Emiliano ha ottenuto l’assunzione di suo figlio presso l’Asi di Bari. Andate a consultare il libro matricola delle assunzioni e verificherete di persona”.
Un’accusa diretta e senza timore di smentita. Che aiuta ad alimentare convinzione tra i pidiellini. Tato Greco, segretario regionale de 'La Puglia prima di tutto', esorta i suoi a non disertare le urne. Anzi, insieme con Schittulli, ribadisce che “saremo militarizzati pur di portare a casa questo risultato”.
Con l’Udc continuano le schermaglie: “A Bari hanno ottenuto solo il 2,8 percento dei voti, ciò vuole dire che Bari è una città di centrodestra e che al ballottaggio saprà con chi schierarsi”.
Il neo Presidente della Provincia racconta che il risultato della conquista del palazzo di via Spalato era inaspettato anche tra i vertici romani del partito: “Consideravano un successo se avessimo ottenuto il ballottaggio e invece ce l’abbiamo fatta. L’amministrazione uscente non ha ottenuto la maggioranza, ora tutti dobbiamo sostenere Simeone, dal primo degli eletti fino all’ultimo candidato”.