di Gianvito Rutigliano
14.600 guerre nella storia. Stati, nazioni, imperi e potentati economici che si alleano, si combattono, si tradiscono e si distruggono. Come nel gioco del Risiko, ma con carri armati veri e soprattutto morti. Milioni e veri anche quelli, in uno Stupidorisiko, insomma, come quello tracciato nello spettacolo teatrale prodotto da Emergency e portato a Bari grazie all'impegno degli attivisti del nostro territorio. A dare corpo a un monologo tragicomico e denso di riflessioni sulla follia dei conflitti, l'autore e interprete Mario Spallino, per la regia di Patrizia Pasqui. I fondi incassati nel corso della serata saranno destinati all'ospedale di Khartoum, in Sudan, sede di un centro specializzato in cardiochirurgia e totalmente gratuito, che la sede pugliese dell'associazione fondata da Gino Strada ha deciso di “adottare”.
Nel monologo, l'attore ha ripercorso quasi cento anni di guerre nella doppia veste di soldato in trincea e narratore, pronto a evidenziare le numerose (ed evidenti) contraddizioni alla base delle azioni armate. Ogni volta si promette che sia l'ultima e sistematicamente invece spuntano nuovi pretesti per imbracciare ancora i fucili.
La “Grande” guerra del 15-18, con i suoi dieci milioni di morti e 600mila in Italia, doveva essere quella risolutiva e invece è stato solo un episodio di una continua escalation di nuove tecnologie, armamenti sempre più sofisticati, tattiche sempre più affinate e risultati sempre uguali. Migliaia di vittime di missili “intelligenti”, territori devastati dagli effetti delle bombe atomiche e dall'uranio impoverito, con conseguenze ancora devastanti a decine di anni di distanza. La sferzante e amara satira di Spallino ha messo in luce i veri interessi che muovono le classi politiche mondiali a giocare con le vite umane come se fossero i carri armati del Risiko: l'economia. Quella che continua ad armare l'Africa, depredata delle sue risorse utili per soddisfare gli stati neo-imperialisti: emblematico è il caso del Congo, per ottenere il coltan (un minerale basilare per la costruzione di strumenti come la Playstation). O ancora l'ormai celebre caso dell'Iraq, con la fantomatica scusa delle armi di distruzione di massa (che tutti gli Stati possiedono) per rovesciare Saddam Hussein, dittatore sanguinario, anche se fino ad allora un ottimo cliente per gli scambi di petrolio. Una fine, quella del rais, giunta con un'impiccagione con la quale sono svaniti nomi, fatti e confessioni.
Uno spettacolo in cui il pubblico è stato coinvolto dal black humor del protagonista, che ha spaziato dalle tante vendette che hanno caratterizzato la storia, a quella memoria che il mondo porta ancora addosso, come nella toccante ricostruzione di un viaggio a Mauthausen, in Austria, sede di un gruppo di campi di concentramento nazisti e oggi meta di numerosi viaggi di istruzione. Una località in cui ogni angolo porta con sé dolore e morte di un popolo sterminato «da un'Europa cannibale».
Il mondo ancora oggi non pare aver imparato le tante lezioni che la storia gli ha impartito ed è compito di tutti evitare che questi errori proseguano. Il clima oggi è di quotidiana e sottaciuta minaccia atomica e il rifiuto della gente comune verso la guerra dev'essere altrettanto continuo. “Stupidorisiko” è un esempio di questo impegno civile. Ognuno deve trarne il giusto insegnamento.