Attualità
02 febbraio 2009
Dentro o fuori la pista ciclabile

Una festa del respiro in viale Unità d'Italia

Dal tam tam online la proposta di Beppe Morelli

di La Redazione

Cominciare a contare i sostenitori delle biciclette a Bari. Questo è sostanzialmente lo scopo della prima Festa del respiro, che si terrà a Bari domenica prossima, 8 febbraio 2009. L'appuntamento è dalle 11:00 alle 12:00, all’inizio della pista ciclabile di viale Unità d’Italia, lato Largo 2 giugno.

L'idea galoppa ( o meglio pedala sul web) ed è a firma di Beppe Morelli: "Non abbiamo ancora a disposizione una stima quantitativa di quanti siano i baresi interessati all’uso della bicicletta per gli spostamenti urbani, o coloro che comunque sostengono iniziative volte ad aumentarli.
L’uso effettivo delle automobili in una città, probabilmente può essere stimato con una misura indiretta partendo dall’acquisto di carburante dai distributori, oppure dalla misura dei sottoprodotti della combustione o delle polveri sottili immesse nell’aria".
"E allora - si è pensato - perchè non cominciare a contarci?". L'idea è semplice, ed è esposta a lato: si tratta di riempire fisicamente la pista ciclabile della discordia, quella in viale Unità d'Italia, violentata da chi ama ribaltare i paletti di delimitazione o da chi travolge le ringhiere di protezione. Chi non la vuole è invitato a partecipare, ma a rimanere fuori da essa.

"Aspettiamo non soltanto gente in bici - ricorda Morelli dal suo blog - ma anche coloro che per qualche motivo non possono usarla e che vogliono incentivarne l’uso a Bari, sostenendo iniziative come la costruzione di ulteriori piste ciclabili, e magari evitando di accanirsi contro quelle (poche) che a fatica, in qualche modo, siamo riusciti ad avere. Ogni tassello serve. Un giorno probabilmente saremo in grado di aprire piste in grado di accontentare più gente, e senza creare disagi a nessuno. Adesso, accontentiamoci di fare dei passi avanti verso la civiltà, e incentiviamo gli sforzi in tal senso".

 

21 commenti per questo articolo
postato da valerio
03 febbraio 2009 @ 11.02
costruire contemporaneamente km e km di piste non è possibile,è una questione di urbanistica.. detto questo sono d'accordo su quanti dicono che v.le unità d'italia è inquinata ma via g. petroni ? e via re david ? Tutte le strade che confluiscono nel centro sono inquinate, allora la soluzione è non fare le piste??? ovviamente no! La soluzione è come ha detto Bertoldo, rivedere le strade, togliere spazio alle auto, creare corsie CHIUSE per i pulmann o comea Londra controllate da telecamere
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postato da hicsumego
02 febbraio 2009 @ 23.02
wagliò mettetevi d'accordo, se siete capaci e ne dubito, visto che sono mesi che si gira intorno ad 800 metri di pista ciclabile. n.1 anche le auto quando percorrono il viale vanno dal nulla al nulla? nel deserto? n.2 ma il nulla desertico come fa ad essere il posto più inquinato di Bari?
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postato da aziendabari
02 febbraio 2009 @ 19.02
Sono d'accordo con Bertoldo. Non sono CONTRO le piste ciclabili ma giudico una cavolata QUELLA pista nel luogo più inquinato di Bari. E poi, dove si pensa che possa andare? Sul ponte? al sottopassaggio? No! finisce là e senza nemmeno un posteggio per lasciarla dopo ben 800 metri e proseguire a piedi. Soldi buttati come le fontane, i salciccioni para fognatura, il prato delle illegalità etc. Tante ofanità per vendere fumo.
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Sia con la bicicletta, che senza la bicicletta; semplicemente, seguendo questo principio:

dentro la pista = voglio una Bari con più bici, voglio altre piste ciclabili
fuori dalla pista = non condivido questa volontà di altre bici e altre piste ciclabili a Bari: l’aria ha sempre puzzato così, è una fragranza tipica di Bari, è fuori luogo incentivare la costruzione di piste ciclabili, sono più i problemi che altro
Le foto e i video della pista saranno un’immagine efficace: una sorta di “termometro” della voglia di cambiamento. Intendo, “visivamente”: utilizzando le foto di gente ammucchiata sul fondo della pista, scattate al primo appuntamento, poi al secondo, poi al terzo, ecc., sempre dallo stesso punto e con lo stesso livello di zoom, potremo ottenere - appuntamento dopo appuntamento - un’animazione che assomiglierà ad un vero e proprio termometro, che misurerà in sostanza la “febbre di cambiamento”.


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