di La Redazione
Cominciare a contare i sostenitori delle biciclette a Bari. Questo è sostanzialmente lo scopo della prima Festa del respiro, che si terrà a Bari domenica prossima, 8 febbraio 2009. L'appuntamento è dalle 11:00 alle 12:00, all’inizio della pista ciclabile di viale Unità d’Italia, lato Largo 2 giugno.
L'idea galoppa ( o meglio pedala sul web) ed è a firma di Beppe Morelli: "Non abbiamo ancora a disposizione una stima quantitativa di quanti siano i baresi interessati all’uso della bicicletta per gli spostamenti urbani, o coloro che comunque sostengono iniziative volte ad aumentarli.
L’uso effettivo delle automobili in una città, probabilmente può essere stimato con una misura indiretta partendo dall’acquisto di carburante dai distributori, oppure dalla misura dei sottoprodotti della combustione o delle polveri sottili immesse nell’aria".
"E allora - si è pensato - perchè non cominciare a contarci?". L'idea è semplice, ed è esposta a lato: si tratta di riempire fisicamente la pista ciclabile della discordia, quella in viale Unità d'Italia, violentata da chi ama ribaltare i paletti di delimitazione o da chi travolge le ringhiere di protezione. Chi non la vuole è invitato a partecipare, ma a rimanere fuori da essa.
"Aspettiamo non soltanto gente in bici - ricorda Morelli dal suo blog - ma anche coloro che per qualche motivo non possono usarla e che vogliono incentivarne l’uso a Bari, sostenendo iniziative come la costruzione di ulteriori piste ciclabili, e magari evitando di accanirsi contro quelle (poche) che a fatica, in qualche modo, siamo riusciti ad avere. Ogni tassello serve. Un giorno probabilmente saremo in grado di aprire piste in grado di accontentare più gente, e senza creare disagi a nessuno. Adesso, accontentiamoci di fare dei passi avanti verso la civiltà, e incentiviamo gli sforzi in tal senso".
Sia con la bicicletta, che senza la bicicletta; semplicemente, seguendo questo principio:
dentro la pista = voglio una Bari con più bici, voglio altre piste ciclabili
fuori dalla pista = non condivido questa volontà di altre bici e altre piste ciclabili a Bari: l’aria ha sempre puzzato così, è una fragranza tipica di Bari, è fuori luogo incentivare la costruzione di piste ciclabili, sono più i problemi che altro
Le foto e i video della pista saranno un’immagine efficace: una sorta di “termometro” della voglia di cambiamento. Intendo, “visivamente”: utilizzando le foto di gente ammucchiata sul fondo della pista, scattate al primo appuntamento, poi al secondo, poi al terzo, ecc., sempre dallo stesso punto e con lo stesso livello di zoom, potremo ottenere - appuntamento dopo appuntamento - un’animazione che assomiglierà ad un vero e proprio termometro, che misurerà in sostanza la “febbre di cambiamento”.