di Gianvito Rutigliano
Occupata, autogestita con autorizzazione del preside, «ripulita». E occupata ancora. La situazione dell'aula 2 di scienze politiche è cambiata più volte nel corso di questo mese. In mezzo motivazioni di protesta, malcontento, reazione e voglia di mettersi in mostra.
Ripercorriamo le fasi salienti della vicenda.
Il 4 novembre, nel pieno delle manifestazioni contro i tagli all'università, un gruppo di studenti e ricercatori ha deciso di occupare l'aula 2 del plesso di piazza Cesare Battisti. I giovani, componenti del collettivo SpoLex, hanno maturato la decisione nonostante il parere avverso del Coordinamento Stop 133, motore dell'Onda barese. Troppo più importante per loro radicalizzare la protesta e prendersi uno spazio da autogestire.
Il 6 novembre è arrivata l'autorizzazione formale del preside di facoltà Ennio Triggiani per destinare l'aula alle attività organizzate dagli studenti, senza distinzione di associazione.
Per qualche giorno gli occupanti hanno stilato programmi fitti di appuntamenti, incontrando però uno scarso riscontro da parte dei colleghi. Probabilmente la forma dell'occupazione non è stata accettata in un momento così delicato per il movimento. Gradualmente l'uso dell'aula si è fatto sempre meno frequente, fino a diventare un mero punto d'appoggio per poche assemblee pubbliche. Quasi una stanza ad uso e consumo degli studenti e dei lavoratori auto organizzati.
Fino a ieri l'altro, o almeno alla prima parte della mattinata di ieri.
«L'aula 2 è nata come un'esperienza di lotta all'interno del movimento e si è posta in maniera assolutamente flessibile rispetto alla continuità della didattica: non abbiamo mai impedito lo svolgimento delle lezioni. In accordo con preside e professori abbiamo fatto sì che si tenessero in ogni caso o che fossero spostate in altri spazi. - spiega Angelo Cardone, da tempo laureato ma parte attiva del collettivo SpoLex - L'episodio di ieri l'altro, invece, è partito dalla scusa che ci fosse un impedimento a seguire, cosa falsa e pretestuosa. È stata un'azione perpetrata per visibilità elettorale, con argomentazioni tipiche del centrodestra. Le modalità sono state squadriste: quindici persone sono entrate quando non c'era nessuno di noi e hanno rimosso i nostri striscioni. Appena siamo giunti sul posto, sono venuti a più miti consigli. Abbiamo ripristinato la situazione e ribadito la volontà di far continuare le attività, ribadendo la disponibilità ad ospitare dibattiti o altro»
Con un blitz l'associazione New Team (proprio come la squadra di calcio del mitico cartone animato “Holly e Benji”) ha deciso infatti di “sfrattare” gli occupanti.
«Abbiamo ricevuto lamentele dagli studenti sulla situazione dell'aula 2, c'è chi dice occupata, chi autogestita dal movimento contro la 133. Non vi si poteva nemmeno entrare» ci dice il componente Giuseppe Tatarella.
I ragazzi hanno poi rivendicato il gesto con un volantino. Tra le motivazioni, in particolare, si è contestata la presenza di “manifesti, cibarie e bevande sparse, testimonianza di un uso privato e personale di uno spazio comune” per assicurare la tutela del “diritto allo studio e all'istruzione”, oltre che di un fantomatico “diritto all'informazione” (probabilmente intendevano “formazione”).
«Per noi non era legittimo rispetto agli accordi presi col preside. La 2 non è stata affidata al movimento - continua il portavoce - ma agli studenti per autogestirsi. Abbiamo ritenuto opportuno pulire quell'aula, anche perché le imprese di pulizie non potevano entrarci in quanto inaccessibile, e informare gli studenti dei motivi. Oltretutto ci è sembrata una “furbata” degli studenti di sinistra o pseudo tale quella di nascondersi dietro un'etichetta, non avendo una rappresentanza in questo palazzo, e di mostrare simboli di realtà che correranno alle elezioni del 10 e 11 dicembre. È diventato un comitato elettorale permanente! Non so se il preside si è reso conto della situazione. Non abbiamo nulla contro l'onda, ma consideriamo questo uno specchietto per le allodole»
Una parola utilizzata nella prima riga del volantino ha però fatto storcere il naso di più d'uno: l'orgoglio degli “esproprianti” è stato quello di aver «“ripulito” l'aula 2». “Ripulito”. Un vocabolo piuttosto ambivalente che fa pensare a una connotazione reazionaria del gesto.
«Non fraintendiamo. È stata “ripulita” nel vero senso della parola. - ci tiene a precisare Tatarella, per anni primo attore di Azione Universitaria (la giovanile di AN) e ora passato a NT - Avremmo voluto scattare delle foto per mostrare in che condizioni di bivacco si fosse arrivati. Non è stata un'azione fascista o altro»
In vero, già da tempo si erano espressi con grande disappunto nei confronti delle forme di protesta dell'Onda, sia con dichiarazioni sugli organi di stampa che con disturbi tramite megafoni e cori in occasione dell'assemblea pubblica nell'atrio della Minerva lo scorso 28 ottobre.
Una situazione quindi ben lontana dalla conclusione, per cui si promette ancora battaglia. La tensione continuerà a salire man mano che ci si avvicinerà al rinnovo degli organi di rappresentanza universitaria. In una nota di ieri mattina, inoltre, la commissione per le elezioni ha vietato le attività finora tenute nell'aula autogestita, ma per il solo periodo elettorale.
Nel frattempo la mobilitazione continua.