Cultura
28 settembre 2008
Ormai è un fenomeno trasversale: dopo quasi trent'anni di successi in tanti lo amano e lo fanno amare ai figli

Vasco, come te ancora nessuno

Successo doppio per il rocker di Zocca nella tappa barese

di Antonella Ardito

Due ore e mezza di musica, di suoni di emozioni: Vasco raddoppia la sua data barese ed è tripudio totale. L'Arena della Vittoria nella seconda data voluta dal rocker di Zocca dopo l'immediato sold out registrato per il 26 settembre non è stracolma, ma è un anello che stringe il Rossi nazionale (senza dimenticare Valentino naturalmente) in un abbraccio sincero. Questo concerto di inizio autunno, con un palco ricco di magici specchi e con qualche goccia piovuta dal cielo a calmare i fumi dell'alcool prima della tempesta scatenatasi dopo il live, rimarrà nella storia per la sua semplicità. Rispetto al mega evento al San Nicola dell'estate 2007, Vasco ha regalato ai suoi amanti uno spaccato quasi melodico del suo repertorio: da Siamo Soli a Un Senso fino ad arrivare al medley acustico che ha riunito intorno al sacro fuoco della musica i musicisti, Vasco e tutto lo stadio.

Molte pause durante il concerto: forse gli anni iniziano a farsi sentire, ma Vasco con la V gialla stampata sul petto, i suoi cappelli verdi e gli immancabili jeans stretti conduce lo show guardando con i suoi occhi azzurri uno ad uno i suoi adepti. C'è chi, magari capitato un po' per caso nella bolgia (molto ordinata) del prato, si chiede cosa ha Vasco di così speciale da far impazzire l'Italia. Forse i testi di alcune canzoni, dove l'amore si mischia alla vita, dove viene fuori la voglia di continuare a lottare per un mondo migliore, o magari gli splendidi arrangiamenti musicali, dove accanto alle tastiere e alle chitarre trovano posto il flauto traverso, la tromba e una grande cura dei cori. La risposta in realtà non c'è, una piccola indicazione magari arriva dai passeggini dei bimbi sul prato, con un papà pronto a cullare i pargoli sulle note di Vivere o un altro papà, che passati i quaranta, urla a squaciagola con le sue figlie adolescenti che "gli spari sopra sono per noi". Vasco Rossi inizia il suo concerto citando Spinoza: pura e vera filosofia.

"Egli diceva che chi detiene il potere ha sempre bisogno che le persone siano affette da tristezza". Stasera siamo qui per regalarvi un pò di gioia. Poi ricorda a tutti di fare attenzione alla televisione e per ben due volte saluta "il magnifico Sud" e nel finale del concerto ricorda: "Non è vero che non amo il sud, è una grandissima stronzata". Piovono applausi, che diventano ancora più forti nel ricordo di Massimo Riva e del nostro Mimmo Bucci. Poi spazio ad Albachiara: il Della Vittoria si stringe in un grande abbraccio, tutta per il suo Vasco.

Il piano del traffico ha funzionato anche per il secondo concerto: ottima l'idea di pedonalizzare la zona attorno al Della Vittoria e molti anche coloro che hanno raggiunto lo stadio con i bus di linea, anche un'affezionatissima cow girl adoratrice di Vasco che dopo un viaggio nel 2 da Japigia alla Fiera si è inchinata alla maestà del re del rock italiano.

2 commenti per questo articolo
postato da niza67
29 settembre 2008 @ 17.09
Mitico,il nostro Blasco.
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postato da mikimiki
28 settembre 2008 @ 21.09
bellissimo UNO SPETTACOLO NELLO SPETTACOLO MIKI
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La scaletta dei brani: scelte speciali, da ricordare

01. Qui si fa la storia
02. Cosa importa a me
03. Dimmelo te
04. La noia
05. Vieni qui
06. Non appari mai
07. E adesso che tocca a me
08. L'uomo che hai di fronte
09. Colpa del whisky
10. T'immagini
11. Siamo soli
12. Interludio
13. Gioca con me
14. Medley Rock 2008 (Ormai è tardi, Non mi va, Ci credi, Susanna, Sensazioni forti, Deviazioni, Asilo republic, Colpa d'Alfredo)
15. Siamo solo noi + presentazione band
16. Sally
17. Rewind
18. Stupendo
19. Un senso
20. C'è chi dice no
21. Gli spari sopra
22. Il mondo che vorrei
23. Vivere
24. Medley acustico (Toffee/Ridere di te/Brava Giulia/Dormi dormi)
25.Va bene, Va bene così
26.Vita Spericolata
27. Canzone
28. Albachiara

La band ha salutato il pubblico con una passerella finale: Stef Burns ha lanciato un plettro, che ha mandato sull'erba cinque ragazze pronte ad accaparrarselo 

Matt Laug -Batteria
Maurizio Solieri -Chitarra
Stef Burns -Chitarra
Claudio Golinelli-Basso
Alberto Rocchetti -Tastiere
Andrea Innesto - Fiati & Cori
Frank Nemola -Programmazione & Cori
Clara Moroni - Cori

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