di Antonella Ardito
Due ore e mezza di musica, di suoni di emozioni: Vasco raddoppia la sua data barese ed è tripudio totale. L'Arena della Vittoria nella seconda data voluta dal rocker di Zocca dopo l'immediato sold out registrato per il 26 settembre non è stracolma, ma è un anello che stringe il Rossi nazionale (senza dimenticare Valentino naturalmente) in un abbraccio sincero. Questo concerto di inizio autunno, con un palco ricco di magici specchi e con qualche goccia piovuta dal cielo a calmare i fumi dell'alcool prima della tempesta scatenatasi dopo il live, rimarrà nella storia per la sua semplicità. Rispetto al mega evento al San Nicola dell'estate 2007, Vasco ha regalato ai suoi amanti uno spaccato quasi melodico del suo repertorio: da Siamo Soli a Un Senso fino ad arrivare al medley acustico che ha riunito intorno al sacro fuoco della musica i musicisti, Vasco e tutto lo stadio.
Molte pause durante il concerto: forse gli anni iniziano a farsi sentire, ma Vasco con la V gialla stampata sul petto, i suoi cappelli verdi e gli immancabili jeans stretti conduce lo show guardando con i suoi occhi azzurri uno ad uno i suoi adepti. C'è chi, magari capitato un po' per caso nella bolgia (molto ordinata) del prato, si chiede cosa ha Vasco di così speciale da far impazzire l'Italia. Forse i testi di alcune canzoni, dove l'amore si mischia alla vita, dove viene fuori la voglia di continuare a lottare per un mondo migliore, o magari gli splendidi arrangiamenti musicali, dove accanto alle tastiere e alle chitarre trovano posto il flauto traverso, la tromba e una grande cura dei cori. La risposta in realtà non c'è, una piccola indicazione magari arriva dai passeggini dei bimbi sul prato, con un papà pronto a cullare i pargoli sulle note di Vivere o un altro papà, che passati i quaranta, urla a squaciagola con le sue figlie adolescenti che "gli spari sopra sono per noi". Vasco Rossi inizia il suo concerto citando Spinoza: pura e vera filosofia.
"Egli diceva che chi detiene il potere ha sempre bisogno che le persone siano affette da tristezza". Stasera siamo qui per regalarvi un pò di gioia. Poi ricorda a tutti di fare attenzione alla televisione e per ben due volte saluta "il magnifico Sud" e nel finale del concerto ricorda: "Non è vero che non amo il sud, è una grandissima stronzata". Piovono applausi, che diventano ancora più forti nel ricordo di Massimo Riva e del nostro Mimmo Bucci. Poi spazio ad Albachiara: il Della Vittoria si stringe in un grande abbraccio, tutta per il suo Vasco.
Il piano del traffico ha funzionato anche per il secondo concerto: ottima l'idea di pedonalizzare la zona attorno al Della Vittoria e molti anche coloro che hanno raggiunto lo stadio con i bus di linea, anche un'affezionatissima cow girl adoratrice di Vasco che dopo un viaggio nel 2 da Japigia alla Fiera si è inchinata alla maestà del re del rock italiano.