di Fortunata Dell'Orzo
Il capo clacque che ha organizzato la chiassata a fischi e buu quando Emiliano parlava, dando il via a una contestazione in verità a sproposito, visto appunto il contenuto della frase, e che ha poi mobilitato il femminume siliconato e botulinato perché facesse la parte delle pescivendole di contrabbando, a quanto pare è Pasquale Finocchio, uno come te (ricordate lo slogan sul santino elettorale), uno dei consiglieri comunali di Forza Italia, attuale coboldo di Simeone di Cagno Abbrescia e già in predicato di un assessorato (forse la cultura visto il livello del suddetto) in caso di ritorno dalle ombre dell’ex sindaco, attuale deputato per il Partito della Libertà.
Un fattore determinante è stato il passaggio dei richiestissimi e introvabili inviti alla cerimonia inaugurale dalle mani dei consiglieri comunali di Forza Italia (in realtà a questa pagliacciata quelli di Aenne non hanno partecipato né in proprio né attraverso il femminume appositamente ingaggiato) a quelle, avide e poco raffinate evidentemente, dei consiglieri di circoscrizione, quella sorta di truppa cammellata che non si vede mai da nessuna parte, che praticamente non fa nulla e che poi strepita quando si parla di decentramento.
Loro e le loro femmine sono state la base sonora dei fischi e dei buu, regalati al sindaco per sentito dire e su comando preciso del capo banda, pardon capo clacque, nel momento in cui Emiliano stava invece rivendicando a Bari un ruolo di cui tutti, opposizione e maggioranza, dovrebbero essere orgogliosi.
Forse è il caso di far sapere a questi geni del senso civico e della comunicazione integrata che il loro capo è andato via piuttosto perplesso e ha chiesto più volte al suo entourage (certo non ai locali di cui non si fida, ma ai suoi suoi) “ma chi sono questi pirla?”
A Finocchio, uno come te, però non glielo dite. Forse non ha ancora capito che a fare la figura dei mentecatti e degli incivili, insieme a loro, siamo stati tutti noi baresi: la diretta della cerimonia, infatti, è andata anche in nazionale, su rai due.
E i colleghi che mi hanno poi chiamato da Roma, da Torino, da Palermo, da Bologna, da Milano e anche da altre città non avevano capito il perché di quei fischi. Gli ho spiegato che alla base di quei fischi s’è sostanzialmente odio, ignoranza, supponenza e cafonaggine. Quello di cui certa politica si serve per uccidere, insieme alla politica, le speranze di questa città.
PS ovviamente abbiamo fonti granitiche……..
Le truppe cammellate dei Consiglieri di Circoscrizione, muniti di invito ceduto loro dai consiglieri comunali, hanno costituito la base della pagliacciata in mondovisione
La frase che ha scatenato la selva di fischi e buu"Signore e signori, benvenuti in una città del sud che non si arrende, che lotta, che mantiene la schiena dritta e può guardare negli occhi chi pensa di adoperare l’immondizia di Napoli per piegare la resistenza di tutti i meridionali"
Non è stato possibile sapere il perchè questa frase avrebbe indignato gli accoliti di Simeone di Cagno Abbrescia. E' una frase che rivendica orgogliosamente il buon carattere di tutta la nostra gente, al di là degli schieramenti. Ma si sa, l'odio ècieco, sordo, muto e anche deficiente.
Restiamo in attesa di eventuali chiarimenti dallla claquqe di Pasquale Finocchio, uno come te.