In aula

Udienza preliminare strage treni, Emiliano: «La verità possa contribuire a lenire il dolore»

Il presidente: «Totale esclusione di qualsivoglia responsabilità della Regione Puglia è un motivo di conforto, chiacchiericcio in questi due anni è stato pesantissimo»

Cronaca
Bari lunedì 16 luglio 2018
di La Redazione
Emiliano a Trani
Emiliano a Trani © n.c.

La Regione Puglia si è costituita parte civile nel processo sullo scontro dei treni avvenuto sulla linea Andria-Corato il 12 luglio 2016 in cui persero la vita 23 persone. Questa mattina il presidente Michele Emiliano ha voluto essere presente nell'aula dell’udienza preliminare.

«Noi saremo al fianco delle famiglie delle persone offese, perché hanno avuto vittime e feriti e lo faremo con grande determinazione. Seguirò personalmente il processo con l'avvocatura regionale e ci auguriamo che la verità possa contribuire almeno un po' a lenire il dolore gravissimo che queste persone stanno ancora vivendo e vivranno per tutta la vita» ha detto Emiliano a margine dell’udienza.

«Voglio rassegnare la mia gratitudine nei confronti dell'autorità giudiziaria di Trani, sia alla Procura della Repubblica che agli uffici del Tribunale, per la rapidità con la quale si sono mosse in un processo estremamente complesso.

A due anni dall'evento siamo già all'udienza preliminare e, in situazioni del genere, questo è veramente un record. La totale esclusione di qualsivoglia responsabilità della Regione Puglia ovviamente per noi è un motivo di conforto, perché il chiacchiericcio in questi due anni è stato pesantissimo.

Le regioni purtroppo non hanno organismi che possano controllare i loro concessionari, gli unici organi di controllo sono dello Stato, in passato l'Ustif, adesso l'Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, e questo è un gravissimo vulnus perché le regioni hanno la gestione dei contratti di servizio e non hanno gli organismi di controllo, quindi non siamo messi nelle condizioni, se non dal Governo stesso, di controllare l'adempimento dei contratti di servizio. E questo evidentemente deve indurre il legislatore a prendere una decisione definitiva su questo punto».

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