La presidenza delle Acli di Puglia esprime soddisfazione per la decisione della Corte di Cassazione

Lavoro nero come estorsione: le Acli pugliesi plaudono alla sentenza

Il fenomeno a fine agosto 2007 ha interessato in Puglia 21.384 unità, il 13% in più del 2006, per 114 milioni di euro di mancato introito del fisco

Attualità
Bari mercoledì 10 ottobre 2007
di La Redazione
© n.c.
La presidenza regionale delle Acli pugliesi esprime sincero compiacimento per la sentenza della Cassazione che ha definito il lavoro nero come estorsione, condannando al carcere gli imprenditori.
Il lavoro
, uno dei diritti fondamentali della persona, viene così maggiormente tutelato, facendo emergere finalmente la giustizia nel suo svolgimento e sancendo in concreto la sua dignità.

Si tratta di un atto di sapienza giuridica e di lodevole etica. Una sentenza di grande portata che va contro tutti quegli inumani trattamenti, che molte volte vengono posti in essere dagli imprenditori.
Il fenomeno del “sommerso” riguardava
a fine agosto 21.384 unità, il 13% in più del 2006 e il mancato introito per il fisco si attestava sui 114 milioni di euro.

In un momento difficile, nel nostro Paese, delle condizioni di vita delle lavoratrici e dei lavoratori, la sentenza della Cassazione apre prospettive più serene nell’adempimento di una delle funzioni più creative della persona. Il giudizio espresso dalla Suprema Corte premia, infatti, stagioni di lotte attuate dalle lavoratrici e dai lavoratori, dal movimento sindacale e dalle forze sociali.

Perciò, la presidenza regionale delle Acli pugliesi ritiene che d’ora in poi s’incontreranno più facilmente democrazia, giustizia e lavoro a difesa dei meno abbienti e in favore dello sviluppo del nostro Paese.
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