L'allarme

Carenza di specialisti e medici di famiglia? Le soluzioni dei camici bianchi

Il Consiglio nazionale Fnomceo approva la mozione di Anelli

Attualità
Bari martedì 18 luglio 2017
di La Redazione
Il Consiglio nazionale Fnomceo approva la mozione di Anelli
Il Consiglio nazionale Fnomceo approva la mozione di Anelli © n.c.

Mancheranno, in un futuro prossimo, i medici opportunamente formati per poter andare a sostituire gli specialisti e i medici di famiglia che andranno in pensione?

È l’allarme lanciato nella giornata di ieri dal Consiglio nazionale della Fnomceo, la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri. Saranno infatti 36.000, secondo le proiezioni, i medici che resteranno intrappolati nel cosiddetto imbuto formativo nel decennio 2017/2026: laureati che non riusciranno a iscriversi né alle scuole di specializzazione né al corso di formazione specifica in Medicina generale, rimanendo così, di fatto, “formati a metà”, senza poter accedere alla professione, e costretti a emigrare o a accettare condizioni di sottoimpiego.

«A fronte di questo, ci sarà l’ondata di pensionamenti, quasi uno tsunami che coinvolgerà, nello stesso periodo, il 70% dei medici oggi in servizio» commenta la federazione.

La soluzione? Secondo una mozione proposta da Filippo Anelli, presidente dell'Ordine dei Medici di Bari, e approvata all’unanimità, è quella di revisionare l’intero sistema formativo; incrementando, certamente, le procedure concorsuali per i medici dipendenti e incrementando i contratti di formazione specialistica «di quanto necessario per coprire il fabbisogno derivante dal pensionamento nel prossimo decennio degli specialisti operanti nel Servizio sanitario nazionale»; raddoppiando, in parallelo, e già da quest’anno, il numero di borse di studio per il corso di formazione in medicina generale; riaprendo i bandi regionali per l’accesso allo stesso corso per i laureati non ancora abilitati; incrementando le attività compatibili con la frequentazione del corso. Ma la proposta contempla anche iniziative più strutturali: promuovere un coordinamento con il Ministero dell'istruzione e le altre parti interessate «per una scelta oculata delle date dei concorsi» e reclutare tutte le competenze professionali disponibili nel Ssn per incrementare l’offerta formativa e «integrare il binomio formazione-università».

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