Agricoltura

Puglia assente dall'accordo Ue-Canada. Cia: «Assurdo»

Ieri il voto favorevole di Bruzelles al Ceta. Nell'elenco di 172 prodotti Dop e Igp non c'è traccia delle specialità regionali

Attualità
Bari venerdì 17 febbraio 2017
di La Redazione
La sede del Parlamento europeo a Bruxelles
La sede del Parlamento europeo a Bruxelles © n.c.

Il Parlamento Europeo ha espresso voto favorevole al Ceta (Comprehensive economic and trade agreement), il trattato commerciale tra Unione europea e Canada che - per la prima volta - riconosce una lista di 172 prodotti Dop e Igp.

Tra questi, 41 sono italiani. Le produzioni Dop e Igp pugliesi, però, non rientrano fra quelle riconosciute dal Ceta.

«Di certo l'apertura di nuovi mercati rappresenta una priorità imprescindibile per l'agroalimentare italiano – dichiara il presidente della Cia – Agricoltori Italiani di Puglia Raffaele Carrabba -. Per questo il Ceta rappresenta una risorsa e un'opportunità importante per il sistema agroalimentare “made in italy", però non possiamo non evidenziare come le eccellenze pugliesi che si fregiano di marchi e denominazioni di qualità e che ci vengono invidiate a livello internazionale siano escluse dalla lista di tali prodotti».

«Il mercato del Canada di certo rappresenta una opportunità importante in particolare per il comparto lattiero-caseario, oleario, vitivinicolo e ortofrutticolo. Non si può accettare, però, che i nostri prodotti, garantiti da elevatissimi standard di produzione in termini di qualità e sicurezza alimentare, siano stati esclusi dalla lista. Chiediamo, dunque, al Parlamento italiano, che dovrà esprimersi a riguardo che anche le eccellenze pugliesi possano entrare a far parte della liste riconosciuta dal Ceta. La sfida attuale – conclude Carrabba - è certamente quella di siglare accordi con altri paesi con l’obiettivo di agevolare gli scambi commerciali, garantendo al contempo gli alti standard qualitativi con i quali sono tutelati i cittadini europei. Però non è accettabile escludere i principali prodotti della Puglia che ci vengono riconosciuti in tutto il mondo».

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