Conferenza Stato regioni

Banda ultralarga, accordo oggi a Roma. Il Sud c’è

Scongiurato il taglio delle risorse paventato alla vigilia della firma. Capone: «Vittoria per l’Italia intera»

Politica
Bari venerdì 12 febbraio 2016
di La Redazione
Loredana Capone © n.c.

È stato sottoscritto oggi a Roma l’accordo quadro che riassegna le risorse destinate allo sviluppo della banda ultralarga sul territorio nazionale.

Recuperati per il Mezzogiorno più di 1,183 miliardi di euro, che riportano il Fondo sviluppo e coesione per l’80% alle Regioni del Sud, come da norma.

Le preoccupazioni della vigilia
Scongiurato, quindi, il taglio delle risorse per il meridione, denunciato nei giorni scorsi dall’assessore regionale allo Sviluppo economico, Loredana Capone.

«Vincendo questa battaglia, abbiamo vinto l’intera guerra, cioè la più grande competizione del futuro», ha detto la Capone. «Abbiamo sostenuto non solo il Mezzogiorno – spiega – ma l’Italia intera perché le risorse sono destinate alla coesione e un paese coeso non ha più zavorre, quindi a giovarsene è sia il Sud che il Centro e il Nord. La mia soddisfazione tuttavia è legata anche ad un altro aspetto: forse per la prima volta in Italia è passato un approccio politico che guarda non al breve termine, ma al medio e al lungo periodo. Abbiamo lottato non per noi ma per i nostri figli e i nostri nipoti che avranno la più grande autostrada digitale italiana per la competitività».

«La banda ultralarga – ha continuato l’assessore – è l’infrastruttura che fa passare le nuove tecnologie, riducendo il gap Nord Sud. Abbiamo ottenuto che il Fondo di Sviluppo e coesione (Fsc, l’ex Fas) fosse giustamente ripartito come da norma: 80% al Sud, il 20 % al resto d’Italia. Questo consentirà alla Puglia di passare da 30 Megabit al secondo a 100. Se vogliamo accogliere le imprese innovative, se vogliamo fare attrazione degli investimenti, questo era un passaggio obbligato. Non potevamo arrenderci».

L’accordo
Il documento sottoscritto questa mattina a Roma durante la Conferenza unificata Stato regioni introduce due elementi fondamentali: il comma 4 dell’articolo 3 e una nuova tabella, la numero 4, con la ripartizione di oltre 1,183 miliardi tra le regioni del Mezzogiorno.

Con il comma 4 il Governo assicura che, contestualmente all’intervento con fondi Fsc a favore delle regioni del centro-Nord, l’ammontare di euro 1.183.311.984 “è immediatamente disponibile”. E poi aggiunge che l’impegno verrà formalizzato con delibera Cipe “entro e non oltre il 30 aprile 2016”. Il mancato rispetto degli impegni e dei termini del comma 4 comporta la sospensione dell’efficacia dell’accordo stesso.

La tabella 4, invece, ripartisce le risorse tra Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. Alla Puglia sono destinati 231.594.781, che rappresentano la prima tranche di quel fabbisogno di 639 milioni di euro interamente riconosciuto.
Per le altre Regioni la quota è così ripartita: Abruzzo 75,3 milioni di euro; Basilicata 32,5 milioni, Calabria 111,8 milioni, Campania 331,8 milioni, Molise 17,6 milioni, Sicilia 288,3 milioni, Sardegna 94,1 milioni.
 

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