Ambiente

Ricerche petrolifere, torna il limite delle 12 miglia

Emendamento del governo alla legge di stabilità. Emiliano: «Attendiamo con fiducia di esaminare il testo». Stefàno più cauto

Politica
Bari martedì 15 dicembre 2015
di La Redazione
Una piattaforma per l'etrazione del petrolio © n.c.

Torna il limite delle 12 miglia per le perforazioni petrolifere nell’Adriatico.

La distanza minima dalla costa è stata ristabilita con un emendamento del governo alla legge di stabilità. Un cambio di rotta che ha incontrato il plauso di chi si batte per lo stop alle ricerche, seppure con qualche distinguo.

«La istituzionale rivolta popolare delle associazioni ambientaliste e delle regioni del sud governate dal centrosinistra, culminata nella richiesta di referendum da parte di dieci regioni che si sarebbe dovuto svolgere a maggio, assieme alla chiara e vincolante indicazione giunta all'Italia dall'accordo sul clima di Parigi, hanno alla fine sconsigliato al Governo di affrontare la battaglia referendaria» ha dichiarato Michele Emiliano, presidente della Regione. La Puglia con Basilicata, Marche, Sardegna, Abruzzo, Campania, Veneto, Calabria, Liguria e Molise è i promotori dell'istanza per un referendum abrogativo per bloccare le norme governative che agevolano le ricerche.

«Attendiamo con fiducia di esaminare meglio il testo dell'emendamento alla legge di stabilità presentato dal governo e la sua approvazione da parte del parlamento» ha aggiunto.

Più cauto Dario Stefàno. «L'emendamento presentato del Governo sembra segnare un timido passo in avanti, ma non fornisce un'adeguata soluzione alle questioni prodotte dallo Sblocca Italia» commenta il senatore del Gruppo misto.

«Nonostante nel testo venga previsto il ripristino delle dodici miglia come limite minimo per le trivellazioni in mare, restano comunque alcune ombre - aggiunge -. In primis, le autorizzazioni alle perforazioni già concesse, per esempio, non sono messe in discussione, così come viene sottratta, in maniera per così dire "ingiustificata", la possibilità prevista per la conferenza stato-regioni di esprimere il proprio parere sulle attività di perforazione sulla terra ferma».

«Non vorrei che questo emendamento sia solo uno statagemma per evitare la sicura scure referendaria» sottolinea.

Referendum che per il coordinamento nazionale No Triv resta l’unica via percorribile. Dopo il via libera della Corte di Cassazione, si attende il pronunciamento della Corte Costituzionale, il 13 gennaio.
 

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