Bari - giovedì 21 gennaio 2016 Cultura

Musica e parole

Mogol, l’avventuriere irresponsabile con un sogno

«Vorrei che questo paese scegliesse una via giusta» ha confidato ieri alla Laterza il celebre autore

Mogol alla Laterza
Mogol alla Laterza © BariLive.it
di Francesca Emilio

Oltre cinquant’anni di esperienze e di vita passati a tradurre le emozioni in poesia raccontati in due ore: questo quanto accaduto ieri a Bari, tra le mura della Libreria Laterza che ha ospitato l’autore e scrittore milanese Giulio Rapetti Mogol.

Un incontro intimo e pregno di ricordi di un Mogol che, ad un giorno dalla sua promozione alla carica di commendatore della Repubblica, si è presentato al pubblico barese con la stessa energia dei primordi, raccontandosi attraverso i frammenti di vita passati a vivere, così come ha detto durante l’incontro, da «avventuriere irresponsabile» al fianco di artisti, di persone a lui care, ma anche al fianco di se stesso.

Musica, parole e poesia, questo il tema del colloquio moderato dal giornalista Livio Costarella che, aiutato da un pubblico curioso e attento, ha dialogato con Mogol facendo emergere tutte le sfumature della sua vita. Dal sodalizio con Battisti, alle collaborazioni con altri artisti importanti come Mango, Mina, Bruno Lauzi, Cocciante e tanti altri; ma non solo, durante l’incontro sono emersi anche tanti altri pezzi importanti della vita dell’autore: la passione già conosciuta per il calcio, per l’equitazione, ma anche quella per l’impegno sociale e per i viaggi, tutti tasselli di vita che appartengono all’animo dell’artista e che si riflettono, inevitabilmente, nei suoi testi.

«Scrivo quello che penso, che sento, che vedo, quello che vivo… al contrario di molti mi piace conoscere la verità, mi rassicura ed è con questo principio che scrivo i miei testi – ha dichiarato l’autore, che ha continuato – non ho mai scritto con tutti, i miei testi sono sempre nati dopo l’ascolto della musica: se mi emozionava, scrivevo. Le parole dovevano e devono avere coerenza con la musica».

Una coerenza e una sincerità di espressione che Mogol ha dimostrato di avere più volte nel corso della sua carriera, offrendo l’opportunità a diversi artisti del panorama nazionale ed internazionale di esprimersi attraverso le proprie emozioni e le proprie verità, fatte di emozioni quotidiane, sentimenti e consapevolezze di un uomo che si scopre giorno dopo giorno.

Una coerenza che non è venuta a mancare neanche durante l’incontro di ieri, in cui Rapetti si è lasciato trascinare dalla scia dei ricordi facendo vivere, quasi come in prima persona ai presenti, un importante frammento di storia di musica italiana, fatto di parole, musica, viaggi, tentativi, sperimentazioni ed emozioni. Tutti ingredienti che hanno condito il percorso dell’autore, rendendolo uno dei personaggi cardine della musica popolare italiana. Ne è testimone anche il successo del Cet (Centro europeo di Toscolano) fondato da Mogol, punto di riferimento per tutti i musicisti e gli artisti che vogliono imparare a dare voce alle proprie e alle altrui emozioni attraverso la musica.

«Non ho mai avuto sogni, ho avuto progetti - ha concluso Mogol – sono sempre stato indaffarato a vivere la vita e, credo che, più che sognare, bisogna agire. Adesso, dopo tanti anni di esperienza, posso permettermi però di dire che un sogno ce l’ho: vorrei che questo paese scegliesse una via giusta. Una via che non sacrifichi la legalità, la formazione, l’arte e la cultura».
 

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