La mostra personale di Michele Roccotelli
Un momento della presentazione della mostra
Miriam Maggi
“L’amore” è ciò che spinge l’eclettico mondo a colori dell’artista nostrano famoso nel mondo. Insignito di importanti premi, torna ad esporre le sue illusioni prospettiche nella terra natìa, da sempre, fortemente legata alla tavolozza di emozioni che accompagna la sua poliedrica carriera artistica.
Di lui anche i più temuti critici d’arte ne hanno accolto la positiva vitalità di geometrie e forza dei racconti sensoriali. “Nelle sue opere – scrive Vittorio Sgarbi- lo sguardo abbraccia tocchi di luminosità, suggestioni paesaggistiche, immagini di colore, graffi e modulazioni pittoriche che sono i segni di una fantasticheria lungo il percorso di una rappresentazione non decorativistica, anzi depurata da una razionalità che rifugge le ridondanze narrative”.
Un’artista tutto tondo che si affaccia anche alla dinamicità della materia attraverso la ceramica. Un Roccotelli si riconosce ad “occhio nudo” grazie ai vortici di luce impressi nelle sue opere, che abbagliano il pubblico toccando i sensori dell’anima.
“Abbiamo bisogno di un bagno di bellezza- esclama il giornalista Lino Patruno durante l’incontro di presentazione- e questi quadri ne esprimono viva consapevolezza grazie alla loro solarità, all’ottimismo e alla verginale capacità di vedere la vita”.
Il giornalista parla della bellezza deturpata da canoni e dictat provenienti da oltre atlantico, una armonia che deve rinascere e non deve più essere abbandonata e prosegue: “La bellezza è insita nell’uomo mediterraneo. I quadri di Michele Roccotelli esprimono musicalità e ci apre il cuore alla speranza!”.