di
Laura Bienna
Adika Pongo
Foto: ©
Laura Bienna
Avreste potuto vedere la gente in piedi a ballare, i colori fluttuanti delle luci psichelediche lampeggiare a intermittenza, della musica dance risuonare. No, non è la cronaca di una notte in discoteca, stiamo parlando della performance degli Adika Pongo che, ieri, per il lancio del nuovo album, hanno letteralmente trasformato il Teatro Forma in una dance hall. Groovin Up!, questo il titolo dell’album, fonde sapientemente funky, soul e disco music, e non stupisce che in Inghilterra, sia nella top ten della UK Soul Chart (è la prima band italiana che può vantare tale primato).
Il sipario non si era ancora aperto quando il pubblico ha iniziato a essere in agitazione e a invocare il nome di “Costa”. Il “Costa”, come affettuosamente nominato, altri non è che il leader della band, Costantino Ladisa, che insieme al bassista Alessandro Benedetti, rappresenta la memoria storica degli Adika Pongo. Il musicista barese non si è fatto trovare impreparato: ha imbracciato il suo sassofono e ha trainato, accompagnato dai virtuosismi dei colleghi “strappati dalle migliori orchestre italiane”, il pubblico verso una sorta di nostalgico viaggio fatto di rivisitazioni della disco music degli anni ’80 e ’90.
Assieme a loro la “prima donna” della band, non solo perché in realtà unica presenza femminile, ma soprattutto per le indiscusse doti canore e una presenza scenica di tutto rispetto. Miss Francy sfodera, infatti, una voce black, che dilata e sfuma a piacimento, esplorandone ogni dinamica espressiva, e nel suo vestitino Charleston ci dice che “noi donne siamo tutte un po’ materialiste, in fondo”. Un concetto che l’ha portata a scrivere il pezzo “Diamonds”, primo estratto dell’album stesso, che è nato in italiano ma che ci viene restituito nella versione che il cantautore americano Robbie Dupree ha pensato in inglese.
La band ha eseguito pezzi del nuovo album come “Everybody” e “Forever”, duetti con la storica voce della band Baruch Chadwich, scomparso prematuramente e “Non lasciarmi andare”, unica traccia a contenere il ritornello in italiano, ma c’è stato, poi, da scatenarsi anche con brani ripescati dagli album del passato o con canzoni simbolo come la “bandiera” della funky music “Freak Out”. Al termine dello show la calda voce di Miss Francy ha poi abbracciato virtualmente tutto la platea in un brano di ringraziamento e riconoscenza verso il pubblico.
Non stupisce insomma che i brani dell’ultimo album siano già suonati dalle radio di tutto il mondo, che sia la prima band italiana in assoluto ad aver firmato con una importantissima etichetta inglese (la Expansion Record)o che possa vantare molteplici collaborazioni internazionali: il sound internazionale che richiama geni del genere come James Brown o Marvin Gaye, il perfetto dosaggio nei mix e la “mostruosità” di musicisti eccellenti, che avrebbero potuto suonare a occhi chiusi (e in alcuni momenti lo hanno fatto), spiega il successo di un gruppo che è amato in tutto il mondo.
Un giovedì insolito, in definitiva, quello che si è profilato ieri caratterizzato da “good sounds” e .. da una bella botta di vita.
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