Il blitz

Azzerato cartello della droga del Nord Barese, 13 arresti. Lezione di spaccio, il video

Indagini dei Carabinieri coordinate dalla Dda. Cocaina, hashish, marijuana ed eroina riforniva le piazze di Trani, Bisceglie, Corato e Terlizzi

Cronaca
Bari mercoledì 16 marzo 2016
di La Redazione
A lezione di spaccio. Il filmato girato dai Carabinieri © n.c.

Una vera e propria lezione di “mafiosità” quella intercettata dai Carabinieri di Bari tra padre affiliato e figlio 16enne aspirante criminale.

Questa la sconvolgente realtà scoperta da un’indagine della compagnia di Trani che, sin dalle prime luci dell’alba, vede finire dietro le sbarre tredici di persone. Per nove soggetti si sono aperte le porte del carcere. Quattro sono finiti agli arresti domiciliari. Uno degli arresti è un individuo ritenuto contiguo al noto clan Capriati del capoluogo pugliese. Gli arrestati dovranno rispondere, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, aggravata dal numero delle persone e dalla disponibilità di armi.

Sette persone sono state arrestate, in flagranza di resto, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, per violazione della normativa in materia di detenzione di armi e munizioni, nonché per altri reati contro il patrimonio. Sequestrate oltre 250 dosi di cocaina, quasi mille dosi di hashish, alcuni chili di marijuana e diverse dosi di eroina, nonché una pistola, 50 cartucce, denaro in contanti, quale provento dell’attività illecita.

L'operazione ha azzerato un vero e proprio cartello della droga operante fra Trani, Bisceglie, Corato e Terlizzi per lo smercio di cocaina, hashish, marijuana ed eroina.

L'operazione
Oltre duecento carabinieri, supportati da unità cinofile antidroga e da un elicottero dell’Arma, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Bari, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia della Procura di Bari, nei confronti di un’agguerrita e ben strutturata associazione per delinquere operante nella quasi totalità del territorio nord barese.

Le indagini, condotte dalla tenenza dei Carabinieri di Bisceglie, in collaborazione con la compagnia di Trani, a partire dal luglio 2014 e fino al giugno 2015, hanno accertato come la tentacolare presenza del cartello della droga, disarticolato questa mattina, si estendeva ai comuni di Trani, Bisceglie, Corato e Terlizzi, potendo contare in ognuno dei centri cittadini su decine di spacciatori assoldati per rifornire con continuità le piazze di spaccio di cocaina, hashish, marijuana ed eroina.

Secondo quanto riferito dagli investigatori, l’inchiesta ha permesso di ben delineare la struttura della consorteria criminale, che avrebbe contato su  Domenico Amoruso  (detto “Mimmo il biondo”), vero e proprio promotore dell’associazione nell’area biscegliese; Michele Migliaccio (detto “il napoletano”) in qualità di organizzatore, partecipante e fornitore di stupefacenti nelle aree di Corato, Trani e Bisceglie; i fratelli Gioacchino (detto “u kiù”) e V incenzo Baldassare, con il ruolo di partecipanti all’associazione e di fornitori di stupefacenti in tutta l’area, attori in prima persona del panorama malavitoso del nord barese ed in grado, unitamente ai restanti membri del gruppo, di acquistare e rivendere cospicui quantitativi di stupefacente.

La pericolosità dell’associazione è risultata ancor più marcata per l’accertata disponibilità di armi e munizioni (acquistate anche su richiesta con estrema facilità e a prezzi contenuti), nonché per la diversificata natura degli interessi nutriti.

La conversazione tra padre e figlio
Emblematica è la conversazione captata dai militari dell’Arma durante uno spostamento in auto ed intrattenuta da uno dei membri con il proprio figlio sedicenne. Da “buon” padre di famiglia, l’uomo illustra la sua collocazione all’interno dell’associazione per delinquere, augurando al proprio discendente di acquisire presto le conoscenze e l’adeguato spessore criminale, per potersi affiliare.

Incalzato dalle domande del giovane, l’uomo spiega tutti i livelli di prestigio all’interno dell’associazione. I gradi, dal primo, il più basso, ottenuto successivamente all’affiliazione, sono in tutto sette: “picciotto”, “camorrista”, “sgarro”, “santo”, “vangelo”, “crimine” ed infine “medaglione”, detto anche “carica completa”.

Per ambire al livello apicale, seguendo i criteri di valutazione tra delinquenti, il giovane dovrà acquisire prestigio ed affidabilità criminali consolidate nel tempo, sperando che un appartenente alla società noti le sue potenzialità e, assumendosi la responsabilità dell’agire futuro del neofita e fungendo da “padrino”, lo avvii in quella che è una vera e propria cerimonia di iniziazione: come già descritto in altri contesti investigativi, il rito di accesso prevede difatti l’inalazione del fumo di sigarette “benedette”, nonché l’incendio di santini e la recitazione di frasi rituali che sanciscono un vero e proprio patto di sangue.
 

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