Bari - mercoledì 03 febbraio 2016 Cronaca

Indagini della Forestale

Olive dolci colorate artificialmente, scatta il sequestro. Diciotto denunce

Sigilli a oltre dieci tonnellate di prodotto. Le drupe trattate con colorante E141 e solfato di rame

Olive dolci colorate artificialmente
Olive dolci colorate artificialmente © n.c.
di La Redazione

Producevano e commercializzavano olive dolci da tavola, i diciotto imprenditori denunciati nell’operazione portata a termine dagli agenti del Corpo Forestale.

Secondo gli agenti del Comando regionale e del Coordinamento territoriale per l’Ambiente di Altamura-Parco Nazionale dell’Alta Murgia, agli ordini del generale Giuseppe Silletti, le drupe sarebbero state colorate illegalmente, e per questo dovranno rispondere di commercio di sostanze alimentari nocive e produzione di alimenti con aggiunta di additivi chimici non autorizzati dalla legge.

La colorazione, con il fine di nascondere i difetti delle olive, sarebbe avvenuta utilizzando clorofilla ramata, sostanza alimentare classificata dall'Unione europea come colorante E141 (procedimento vietato dalla legislazione nazionale e da quella europea) e il solfato di rame, particolarmente nocivo alla salute umana.

In molte aziende è stata accertata la presenza e l’utilizzo della clorofilla ramata nei locali di produzione, in altri casi è risultato fondamentale il campionamento delle olive, analizzate dal laboratorio dell’Icqrf di Perugia.

È così scattato il sequestro di oltre 10 tonnellate di prodotto e colorante vietato. Le aziende sono dislocate nelle città di San Ferdinando, Polignano a Mare, Bitetto, Bitritto, Bisceglie, Margherita di Savoia, Bari, Sannicandro di Bari, Modugno, Noicattaro, Andria, San Giovanni Rotondo, Cassano delle Murge  e Lucera.

«ll metodo di lavorazione principale per le olive dolci da tavola, il Castelvetrano, prevede l’utilizzo di soda caustica che permette la "deamarizzazione" del frutto, da cui deriva il nome "dolce" – spiega il coordinatore dell’attività di indagine, il commissario capo Giuliano Palomba, comandante del Coordinamento territoriale per l’Ambiente di Altamura -. Ma durante la lavorazione il loro color verde tende a sfumare verso il giallo e questo fa emergere le macchie e i difetti delle stesse olive. L’ingannevole l’utilizzo della clorofilla ramata E141 e del solfato di rame, con la conseguente colorazione verde brillante delle olive, ha il fine di mascherare tali difetti di qualità».

L’attività si inserisce in un programma nazionale di controllo delle olive da tavola, effettuato dalla Forestale dello Stato, dallo scorso mese di ottobre sino a gennaio. Nel territorio pugliese sono state controllate oltre 50 aziende, e denunciati 23 imprenditori. Sequestrati oltre 5.500 quintali di olive. Elevate sanzioni amministrative per oltre 10.000 euro.

Oltre agli illeciti sopra riportati riferiti alla colorazione delle olive, sono stati riscontrati violazioni che riguardano il falso “made in Italy” (olive spagnole e greche come vendute come olive pugliesi), il falso “Nocellara del Belice Igp” e la cattiva conservazione delle stesse, con la conseguenza contestazione dei reati di frode nell’esercizio del commercio, di contraffazione di indicazioni geografiche e di cattivo stato di conservazione degli alimenti.
 

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