Bari - domenica 13 marzo 2016 Attualità

Agricoltura

Coldiretti alla “guerra del grano”. Trattori marciano su Matera

L'associazione di categoria protesta contro la massiccia importazione di frumento estero. In sette mesi le quotazioni di quello italiano calate del 35%

La marcia dei trattori Coldiretti
La marcia dei trattori Coldiretti © n.c.
di La Redazione

Sono diverse decine gli agricoltori pugliesi aderenti alla Coldiretti, provenienti principalmente da Altamura, Spinazzola, Gravina, Corato, incuranti della pioggia battente, che dalle prime ore della mattina di sabato si sono mossi con i loro trattori alla volta di Matera, dove in piazza Vittorio Veneto si programmano le future strategie per la cosiddetta "guerra del grano" che non accenna a placarsi.

«Il fronte è ampio e presidieremo anche le "frontiere" tra la Puglia e la Basilicata – spiega il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele perché il grano che viene dal mare, dopo essere stato scaricato al porto di Bari arriva anche in Basilicata, in particolare a Melfi. Il prezzo del grano alla Borsa Merci di Foggia è sceso del 35% in soli 7 mesi a causa della scarsa trasparenza nella formazione del prezzo e apportando variazioni nelle quotazioni in assenza di compravendite o per contratti di scarsa rilevanza economica. Ciò rende necessario ed urgente il riordino di tutta la materia come da tempo chiediamo in maniera pressante». 

«Intanto pane e pasta restano anonimi - attacca Coldiretti - e si è ridotta dello 0,6% la produzione industriale alimentare Made in Italy per colpa delle importazioni di materie prime dall'estero. Sono le ripercussioni di attività lobbistiche cieche che hanno colpito dapprima il settore agricolo, con l'acquisto di grano, latte e carni dall'estero, poi i marchi storici del Made in Italy finiti in mani straniere e adesso anche gli stabilimenti industriali con pesanti effetti su economia ed occupazione».

Tra luglio 2015 e febbraio 2016, secondo i dati diffusi dall'associazione agricola è stato scaricato nello scalo marittimo barese 1 milione di tonnellate di grano, arrivato da Canada, Turchia, Argentina, Singapore, Hong Kong, Marocco, Olanda, Antigua, Sierra Leone, Cipro e spesso triangolato da porti inglesi, francesi, da Malta e da Gibilterra. Contemporaneamente è stata registrata la drastica riduzione del 35% del prezzo del grano pugliese.

«Un pacco di pasta su tre è fatto con grano straniero senza farlo sapere ai consumatori che potrebbero voler sostenere la produzione regionale» incalza il direttore della Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti«Come già stiamo facendo con le più grandi industrie del settore - aggiunge - siamo pronti a collaborare con tutti coloro che vogliono valorizzare il grano, il territorio e il lavoro della Puglia a sostegno dell’economia locale».

Per Coldiretti Puglia vanno affrontate una volta per tutte in maniera drastica «tre storture fondamentali che condizionano fortemente l’andamento del settore, quali l’assoluta mancanza di norme che regolano il mercato mondiale, come l’etichettatura di origine obbligatoria e la tracciabilità delle produzioni, le importazioni speculative e il divario dei prezzi corrisposti alla produzione rispetto al consumo».
 

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