Palazzo di Città

Ex Armenise, spiragli di cinema

I costruttori scrivono al Comune. Disponibili all'apertura di una sala nel nuovo locale commerciale. Tempo fino al 30 giugno

Attualità
Bari martedì 16 febbraio 2016
di La Redazione
L'ex Cinema Armenise
L'ex Cinema Armenise © n.c.

Una sala cinematografica d’essai nel locale commerciale che prenderà il posto dell'ormai ex Cinema Armenise.

La proposta è stata recapitata al Comune dagli attuali proprietari dell’edificio.

«Ci preme ribadire - scrive l’amministratore unico dell’impresa Giordano Lorenzo e figli - che tale nostra disponibilità è subordinata alla necessità di trovare un gestore, privato o pubblico, che si renda disponibile all’investimento».

In altri termini - spiega Palazzo di Città - l’impresa si impegna a non vendere il locale commerciale fino alla data del prossimo 30 giugno, ritenendo tale periodo sufficiente per consentire ai soggetti interessati di avanzare proposte di acquisto. Per le eventuali proposte che dovessero giungere l’impresa si impegna inoltre ad «applicare un prezzo calmierato che possa agevolare l’operazione», si legge ancora nella nota.

«Ho prontamente trasmesso la nota ai vertici di Anec Puglia e Basilicata, Agis Puglia e Basilicata e Apulia Film Commission - dichiara l'assessore alle Culture, Silvio Maselli - chiedendo loro di diffondere il più possibile questa manifestazione di interesse allo scopo di informare tutti gli imprenditori cinematografici potenzialmente interessati all’operazione. Da parte nostra c’è l’auspicio che attraverso un contratto di vendita o locazione si possa tutelare il quartiere e l’intera città dal rischio di perdere un importante punto riferimento culturale. Invitiamo tutti gli imprenditori del settore a valutare la possibilità di investire in un quartiere che ha espresso con forza il desiderio e il bisogno di continuare ad avere un luogo di aggregazione e di cultura qual era l’Armenise».

«Prendiamo atto della disponibilità dell’impresa proprietaria e speriamo che qualcuno si faccia avanti per un’ipotesi di gestione della sala cinematografica - aggiunge l'assessore all'Urbanistica, Carla Tedesco -. Non è attraverso un vincolo di destinazione d’uso che si può impedire la chiusura di esercizi e attività culturali, così come, più in generale, non è attraverso interventi che riguardano la dimensione fisica dei luoghi che si può preservare la vitalità dei quartieri, ma promuovendo politiche integrate che intervengano contemporaneamente sulla dimensione materiale e immateriale dei luoghi, sui contenuti, oltre che sui contenitori».
 

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