Il "no" alle trivelle

Referendum e amministrative, gli ambientalisti chiedono l’election day

Greenpeace e Legambiente ieri a Roma. Una data unica potrebbe far risparmiare dai 350 ai 400 milioni di euro

Attualità
Bari giovedì 11 febbraio 2016
di La Redazione
Gli ambientalisti chiedono di votare alle amministrative e al referendum in un'unica data © n.c.

Un sit-in per chiedere al governo di indire un'unica data che accorpi il referendum sulle trivelle al primo turno delle prossime amministrative.

C'erano anche  Greenpeace  e Legambiente ieri a Roma, all'ingres so di Montecitorio.

Oltre a facilitare la partecipazione democratica, con un "election day" si risparmierebbero così tra i 350 e i 400 milioni di euro, ma dal governo Renzi, fa notare Greenpeace non è giunta «alcuna indicazione in tal senso, nonostante molte associazioni, movimenti e decine di migliaia di cittadini siano uniti in questa richiesta».

Una petizione lanciata dall'associazione ambientalista internzionale su change.org ha raccolto in pochi giorni oltre 65 mila firme. «Sprecare centinaia di milioni di euro per ostacolare il quorum referendario sarebbe un gesto gravissimo e irresponsabile», dichiara Andrea Boraschi, responsabile della Campagna energia e clima di Greenpeace.

Dello stesso avviso Legambiente, che intanto esulta per la decisione della Petroceltic di rinunciare al permesso per le ricerche di idrocarburi al largo delle Isole Tremiti.

«Ora è importante - commenta Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia - che a fare dietrofront non sia un’altra società petrolifera ma il governo, dimostrando concretezza, trasparenza e impegno anche per la tutela del mare oltre le dodici miglia, attraverso una moratoria che blocchi qualsiasi autorizzazione relativa alle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi a mare e a terra».
 

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