Il presidente

Acquedotto Pugliese, Costantino si dimette

Decisione durante il primo cda del nuovo corso voluto da Emiliano. L'ex rettore era stato nominato amministratore unico due anni da Vendola

Attualità
Bari domenica 17 gennaio 2016
di La Redazione
Nicola Costantino
Nicola Costantino © n.c.

Nicola Costantino si è dimesso dalla carica di presidente di Acquedotto pugliese.

Una decisione inaspettata, maturata durante il primo consiglio d’amministrazione dell'era Emiliano.

La Regione, alla fine dello scorso dicembre, aveva messo in soffitta la figura dell'amministratore unico, affiancando a Costantino due consiglieri, Lorenzo De Santis e Francesca Pace.

Screzi sull'aumento delle tariffe, bloccato da De Santis e Pace, sarebbero il motivo della scelta dell'ex rettore del Politecnico, nominato due anni da Nichi Vendola.

La gestione dell’Aqp è stata affidata temporaneamente a De Santis in attesa di una nuova nomina. Il 25 gennaio l'assemblea dei soci.

Inevitabili le reazioni del mondo politico. «Cosa è successo nel cda di Aqp?» si chiede Nico Bavaro, coordinatore regionale Sel. «Quando si legge di competenze da dividere fra i membri del cda esattamente cosa vuol dire? Vuol dire ad esempio che cambia la modalità o la persona che controlla le procedure sugli appalti?» aggiunge, manifestando le sue proccupazioni per un eventuale ripresentarsi del rischio di «lottizzazioni delle aziende pubbliche, un vecchio vizio che con molta
fatica era stato sconfitto nell'Aqp
».

«Così come non è chiaro - aggiungono i vendoliani - il cambio di governance dell'Aqp, passato alla formula del
consiglio di amministrazione, di cui abbiamo appreso qualche settimana fa, ugualmente a mezzo stampa e senza alcuna discussione preventiva
».

«È legittimo che il presidente Emiliano decida di operare lo spoils system in Aqp o nelle altre partecipate, poiché è una sua prerogativa. Meglio dirlo chiaramente ai pugliesi, però, scegliendo la strada della trasparenza, anche nelle modalità e nella indicazione dei criteri che sottintendono alle nomine». È il commento del senatore Dario Stefàno, coordinatore di Noi a Sinistra per la Puglia.

«Dopo la vicenda Adisu, diviene quasi insostenibile che non si chiariscano i criteri sui quali si fondano le scelte per ruoli così delicati» aggiunge il senatore, non senza sottolineare un certo «imbarazzo» per l'epilogo dell’esperienza di Costantino «scelta di indubbio spessore tecnico oltreché morale, che non meritava certamente un ben servito con queste modalità».

Critiche a Emiliano anche dal centridestra. Il presidente del gruppo regionale dei Conservatori e riformisti, Ignazio Zullo, parla di una «guerra politica fratricida fra Emiliano e i vendoliani pugliesi».
 

 

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