Attualità

Prodotti agricoli a peso d’oro

La protesta, ancorché condivisibile, ha lasciato molti danni

26/01/2012
di Laura Maffei
campo coltivato

campo coltivato
Foto: © archivio

Di verdura, ortaggi e frutta la nostra regione è ricca. Si sa da sempre. Le campagne danno ai consumatori ottime zucchine, melanzane, cavolfiori, rape, e tanto altro ancora.

Cibo invernale, che in serate come queste scalda i cuori.

Peccato però che, negli ultimi giorni, a diventare roventi sono anche le tasche degli acquirenti. I prezzi sono saliti alle stelle a causa delle recenti proteste degli autotrasportatori.

La legge della domanda e dell’offerta ha dato la sua ennesima dimostrazione: poca merce prezzi alti. Così si registrano melanzane a 4 euro, zucchine e pomodori a 5 euro. Prezzi che hanno destato la rabbia dei consumatori che, tramite i loro avvocati fanno sapere di voler presentare una denuncia per “attentato all’economia pubblica”.

Già perché quando si tirano le somme sono sempre i consumatori a farne le spese e  davvero inutile e tardivo è risultato l’intervento  di Stefàno, l’assessore regionale all’agricoltura, che ha invocato l’aiuto dei prefetti affinché “sia concessa agli automezzi autorizzati al trasporto dei prodotti agricoli deperibili la possibilità di circolare liberamente”. Immediata la risposta del Prefetto di Bari, dott. Tafaro, che ha vietato “assembramenti non autorizzati di automezzi lungo tutta la rete stradale ed autostradale della provincia”.

Intanto però gli scaffali stentano a riempirsi e il presidente della Coldiretti Puglia, Pietro Salcuni, denuncia: ''Abbiamo stimato che i 12 blocchi degli autotrasportatori a Cerignola, San Ferdinando di Puglia, San Severo, Foggia, Gioia del Colle, Putignano, Noci, Andria, Brindisi, Massafra e Taranto hanno già arrecato un danno di circa 10 milioni di euro all'agricoltura pugliese. Le ragioni alla base della protesta relativa al caro carburanti possono essere condivisibili, ma gli scioperi andavano organizzati diversamente".

Parole alle quali è seguita ieri la distribuzione, da parte della stessa Coldiretti,  di quintali di ortaggi, cime di rape, verze, cavoli e cinquemila carciofi che rischiavi di finire al macero, perché tra l’altro non si deve sottovalutare che ''I prodotti deteriorabili come latte e ortaggi – tuona Salcuni - non possono subire blocchi e vanno consegnati. Gli imprenditori agricoli risultano tre volte penalizzati, a causa dell'aumento del costo del carburante che grava pesantemente anche sulle loro attività, per il blocco della produzione e/o della commercializzazione dei prodotti e perchè devono assumersi anche il costo dello smaltimento'.

Insomma, ancorché ci fossero delle motivazioni fondate alla base delle proteste e dei blocchi, il danno è stato fatto e alla crisi si rischia solo che si aggiunga la “nuova” crisi dei produttori e dei consumatori.

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