di Antonella Ardito
Servono più soldi per metterla a posto di quelli che sono serviti a costruirla: constatazione amara, fatta più volte nelle stanze della politica barese. Simeone Di Cagno Abbrescia si porterà in questa campagna elettorale per le elezioni amministrative del 2009 il marchio infamante di aver portato i baresi a mare sull'amianto. Oggi il primo lotto di bonifica è concluso: due milioni di euro il costo, 964 tonnellate di amianto asportate e portate in Germania per essere smaltite: tutto a carico delle casse comunali. Altri sei milioni di euro sono pronti, sfornati dalla Regione Puglia attraverso i fondi Por: "abbiamo tutto ormai, c'è la valutazione di impatto ambientale, il parere positivo della conferenza dei servizi e i fondi" spiega Maria Maugeri, assessore comunale all'ambiente. "Ora dobbiamo portare in giunta il progetto e poi passare al bando. Sono fiduciosa, entro luglio 2009 riavremo la spiaggia".
L’intero progetto di riqualificazione dell’area è a firma di Vincenzo Campanaro, dirigente del settore Ambiente al comune di Bari: sul fronte costa di 2,3 km a sud di Punta Perotti sarà steso un telo che coprirà lo spazio acqua antistante Torre Quetta per una larghezza di 30 metri. Questo telo servirà a tombare i residui di amianto presenti: verrà poi coperto da un metro e mezzo di materiale. A 100 metri dalla battigia inoltre sarà costruita una barriera frangiflutti sottomarina per arginare la forza delle correnti. "Stiamo risolvendo il problema di Torre Quetta con il massimo delle garanzie possibili per i cittadini" ha spiegato Michele Losappio, assessore regionale all'Ambiente. "C’è un circuito virtuoso tra Comune e Regione con il quale si è potuto affrontare alcune emergenze ambientali lasciate marcire negli ultimi dieci anni, come l’ex Gasometro e la Fibronit". Resta comunque compito della Magistratura capire perché e chi abbia deciso di costruire la spiaggia su un sito che tutti sapevano essere stato discarica di materiali pericolosi e di cemento amianto. Torre Quetta è ancora sotto sequestro.