Politica
14 novembre 2009

Casini: "Vendola? persona perbene, ma non lo appoggeremo"

Il leader dell'Udc: "Crediamo che in Puglia sia necessaria una discontinuità amministrativa"

di Antonio Scotti

“Vendola è una persona per bene, che ha le sue idee e che io rispetto perché ha dimostrato di fare battaglia politica con coraggio e dignità. Detto questo ritengo che in Puglia ci sia però bisogno di una discontinuità amministrativa e, pertanto, ribadisco che non potremmo appoggiare una sua candidatura alle regionali”.
Sono parole chiare quelle che Pierferdinando Casini rivolge ai suoi fedelissimi al termine della conferenza programmatica che ha tenuto impegnato l’Udc pugliese fino al tardo pomeriggio di oggi. Il partito di via dei Due Macelli non pone preclusioni al dialogo, ma non intende vendersi al primo offerente. L’idea è quella di rivendicare i propri valori e programmi. E laddove non si riuscirà a trovare punti di continuità con Pd e PdL, la loro corsa sarà in solitaria.

Come preannunciato giovedì scorso da queste colonne, l’appoggio a Vendola è oramai da considerasi chiuso. Il motivo è presto detto: “Non crediamo che possa impersonificare l’alleanza per il mezzogiorno a cui pensiamo”. “Non ci interessano le alchimie, le primarie e i sondaggi – continua Casini -. Se il centrosinistra vuole andare avanti su questa strada è nel suo pieno diritto farlo, ma noi chiediamo agli altri di rispettare la nostra scelta di non far parte di questa coalizione”.

Dopo aver manifestato all’attuale governatore pugliese piena solidarietà per gli attacchi subiti, la settimana scorsa, dal giornale Libero (“Questi sciacalli che vogliono eliminare un avversario politico sulla base delle decisioni dei magistrati mi fanno schifo”) Casini ricorda che l’alleanza con il Pd nelle elezioni provinciali di Brindisi dell'anno scorso fu un successo perché alla base c’e un “progetto politico unitario che guarda al Mezzogiorno” e non “un semplice allargamento della tavola degli invitati”. Casini si augura di non “ripeterlo più” e avverte tutti coloro i quali ambiscono a voler diventare assessori che la loro è “una aspirazione legittima”, ma si può in nome di questa loro volontà sacrificare gli obiettivi del partito.

Chiusa la parentesi sulle regionali, il leader dell’Udc è poi intervenuto sul tema giustizia, riaffermando la sua disapprovazione per la decisione del Governo di accorciare i tempi di caduta in prescrizione dei processi in corso (per i reati inferiori nel massimo ai dieci anni di reclusione, ndr) laddove siano trascorsi più di due anni a partire dalla richiesta di rinvio a giudizio del pm, senza che sia stata emessa la sentenza. “Esistono tante persone ragionevoli in Parlamento nella maggioranza e anche, soprattutto, nell'opposizione", ha commentato. "Io faccio un appello ai partiti responsabili dell'opposizione: troviamo una soluzione perché interessa tutti. Interessa gli italiani”. “Evitiamo il baratro: questo Paese - ha concluso- va allo sfascio, dobbiamo fermare la crisi della giustizia e trovare una soluzione politica".

8 commenti per questo articolo
postato da procivitate
14 novembre 2009 @ 21.11
Nicola l'UDC andrebbe anche con il centro destra se questi garantisse visibilità che in termini pratici vuol dire gestione! L'UDC valuta i programmi,ovviamente quelli dei vincitori. L'On. Casini per essere credibile a Bari dovrebbe proporsi da solo magari con Vernola candidato Presidente.Chissà potrebbe anche migliorare i consensi delle comunali. Non è poi difficile ragranellare più di 485 voti, sempre che riescano a trovare qualcuno disposto a candidarsi!
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postato da procivitate
14 novembre 2009 @ 20.11
Oggi l'On. Casini contesta una serie di provvedimenti varati e proposti dal governo Berlusconi. Ebbene perchè non ha mai detto nulla quando da fedele alleato di Berlusconi fu designato alla Presidenza della Camera dei Deputati? L'On. Casini ha dimenticato forse quali leggi furono approvate in quel quinquiennio? Forse all'epoca la poltrona era così comoda che rendeva digeribile anche il più indigeribile dei provvedimenti!
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postato da procivitate
14 novembre 2009 @ 20.11
Sono commosso!!Alla vigilia delle elezioni comunali di Bari l'On. Casini annunciò:per il ballottaggio saranno i candidati più suffragati a decidere con chi apparentarsi. La realtà fu ben altra poichè il ciambotto era bello e pronto. Per le regionali il ciambotto l'UDc deve studiarlo bene a tavolino poichè la prossima consultazione non prevede il secondo turno.
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Prescrizione. "Troviamo insieme una soluzione per evitare il baratro di questo Paese"
E ora?

A questo punto nulla è scontato. Se fino a qualche giorno fa lo scacchiere delle prossime regionali sembrava possedere un qualche barlume di certezza, ora la partita in gioco è all’insegna dell’assoluta sorpresa. Nichi Vendola è alle prese con un complesso nodo da sciogliere: presentare la propria candidatura già da domani o attendere per verificare l'adesione degli altri partiti di centrosinistra?
Vedremo domani cosa accadrà. Quasi certamente l’attuale governatore regionale aprirà i battenti della campagna elettorale. Ma chi ci sarà? Quanti nelle file del Pd sono pronti a lanciarsi a sostegno del Presidente della Regione Puglia? Difficile al momento dare una risposta definitiva. Sergio Blasi ha convocato per venerdì prossimo una riunione di tutti i segretari locali della nuova coalizione che dovrebbe scendere in campo, dall'Udc a Sinistra e libertà, per discutere di un nome che metta d'accordo tutti. Vendola è in cima alla lista, ma i mal di pancia interni non mancano. E la presa di posizione di Casini non lascia spazi di mediazione.

Nel Pdl, invece, in questi minuti sta circolando il nome di Adriana Poli Bortone, assai gradita all'Udc. Berlusconi pare sia pronto a sacrificare Stefano Dambruoso (quota PdL) pur di trovare un accordo con lo scudo crociato e cercare di vincere le elezioni in Puglia. L’Udc vuole dialogare. Meglio se con il centrosinistra, anche in nome dell'aperta critica nei confronti dell'azione del governo Berlusconi e dei progetti di unità territoriale sperimentati con il Pd, in alcuni casi vincenti (vedi Brindisi, ndr). Il problema è cercare un nome diverso da quello di Vendola.

L’idea che circola è quella di candidare Francesco Boccia, già sconfitto nelle primarie dal leader di Sinistra e Libertà. L’ex assessore al Bilancio del Comune gode anche del placet dell’Italia dei Valori. Allo stesso tempo pare che anche Massimo D’Alema sia pronto a dare il suo ok a Boccia, purchè si trovi un accordo con il partito di Casini. Ma Vendola non cede e pertanto il Pd dovrà comprendere che ruolo ritagliarsi. Sostenere un candidato diverso dal terlizzese rischierebbe di generare una frattura interna alla sinistra utile solo al PdL, che avrebbe così la vittoria in tasca. Domani ne capiremo di più.

An.Sc.

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