Cultura
31 ottobre 2009
Stagione n° 68 per il carrozzone cultural-politico

Uto Ughi al Petruzzelli....

.....ed è assolutamente un'altra musica

di Antonio Gelormini

I riflessi ambrati e le tonalità morbide ma maestose del suo inseparabile Guarneri del Gesù, più adatte alla magnifica e singolare acustica di un grande teatro come il Nuovo Petruzzelli, hanno reso più emozionante e più suggestivo del previsto il ritorno di Uto Ughi nel politeama barese. Per mettere fine a quell’irreale e angosciante silenzio calato, sul suo palcoscenico, con lo sfumare del concerto col quale, diciotto anni fa, il Maestro avrebbe celebrato il 50esimo compleanno della Camerata Musicale Barese.

Un’Ouverture di prim’ordine per il cartellone 2009/2010 del locale sodalizio musicale, che inaugura la propria stagione concertistica nell’accattivante cornice del Nuovo Teatro Petruzzelli, dove il concerto di Uto Ughi e dei Filarmoci di Roma succede alla Prima della riapertura, destinata a diventare storica, con la Nona sinfonia in Re minore, Op. 125 di Ludwig Van Beethoven ed alle tre serate liriche, con spettatori paganti, del “Sogno di una notte di mezza estate” di Benjamin Britten.

Le note gioviali ed impetuose di J. Haydn (Sinfonia in mi min. n. 44 Trauer), quelle virtuosistiche di Pugnani-Kreisler e quelle più larghe e romantiche di Ludwig Van Beethoven (Romanze per violino e orchestra op. 50 e op. 40), nonché quelle insolitamente discrete e sentimentali di Niccolò Paganini (Conecerto in re min. n. 4), preludio ai colori ed alla vivacità del Prologo e Rondò Capriccioso op. 28 di Camille Saint-Saens, sono tornate a volare da un palco all’altro del Petruzzelli. A sfiorare le poltrone e ad impennarsi verso gli ordini più in alto, accompagnate dalla dolcezza carismatica di Uto Ughi e rese più leggere dal filtro armonioso del suo violino. L’intero concerto è stato un commovente e poetico gesto d’amore del Maestro verso il Teatro ritrovato.

Anche quest’anno, il 68° della Camerata, il programma si annuncia particolarmente articolato in un ventaglio di proposte tradizionalmente qualitative, previste in larga parte al Teatro Piccinni, con qualche serata allo Sheraton Nicolaus, e il sospirato ritorno al Petruzzelli. Dove al concerto inaugurale di Uto Ughi, seguiranno quello dell’Orchestra Sinfonica di Milano “Giuseppe Verdi”, la RBR Dance Company, la Compagnia di Danza Paul Taylor e il concerto conclusivo del pianista Danilo Rea. Evento quest’ultimo di forte suggestione, per la riproposizione in chiave jazz di Bellini e Donizzetti, in un percorso emotivamente significativo da Casta Diva ad una Furtiva Lagrima.

L’inizio è foriero di buoni auspici. Soprattutto perché si sono visti tantissimi giovani entusiasti e conquistati dall’offerta artistica della Camerata. Che ha saputo trovare con loro adeguata sintonia, attraverso l’universale linguaggio della musica e l’innovativa proposta dei mini-abbonamenti per gli under 25, all’insegna dell’accessibilità. Per questi studenti il costo dei primi due spettacoli è di soli 18 euro. E dato il successo, crediamo che la Camerata, al contrario di Paganini, questa volta sia decisamente orientata a ripetersi!

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Sulla carta (o meglio sul sito web) è Gustavo Delgado. Il caro vecchio divertente Gustavo, quello che al mattinale dei carabinieri, per decenni, ci ha raccontato le barzellette sulla guardia di finanza. ma non riesci mai a parlarci. Al posto suo c'è un'altra signora, Mele, a quel che si sa e non abbiamo indagato se abbia o meno un tesserino da giornalista in tasca .

Il punto però non sta nel tesserino. Il punto sta nel sistematico negare accrediti a Barilive.it. Il perchè è vario e a volte multiplo.

1. "siete un sito internet"

2. "non avete mai scritto su di noi"

3. "ci state sulle palle" (questa è mia ma forse è più vera di quanto si creda)

4. "non so che dirle, non ho disposizioni in merito"

Qualsiasi altro giornale avrebbe cancellato la Camerata per sempre (o almeno fino a quando non vi fosse stato un cambio di strategia). Barilive.it è diverso. Ci preme che il nostro pubblico sappia e dunque spazio al pezzo di Gelormini che è uno che di musica qualcosa capisce. Resta sospeso il giudizio su questi carrozzoni tipo Camerata che prendevano un sacco di soldi dallo stato per far venire gente da fuori (poi si inventavano il concorso di Chitarra per far vedere che promuovevano i talenti locali) e che avevano il politico importante come presidente, giusto per garantirsi le entrature al Ministero.

 

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