di la Redazione
Probabile l’entrata in Parlamento europeo di Nichi Vendola e Oliviero Diliberto. Il Tar Lazio sezione due bis ha infatti accettato i ricorsi di Sinistra e Libertà e Rifondazione Comunista-Comunisti Italiani e rinviato la decisione alla Corte Costituzionale. Se accettati, verrebbe a cambiare la composizione della delegazione italiana in Europa. E, soprattutto, la sinistra cosiddetta ‘radicale’ tornerebbe in un’assemblea legislativa. Uno dei due seggi, dunque, spetterebbe al presidente della Regione Puglia Vendola.
Si legge in una nota del movimento del governatore che i ricorsi, firmati dagli avvocati Besostri e Di Raimondo per SeL e dall’avv. Crapolicchio per Prc-Pdci, sostanzialmente chiedevano l’elezione di parlamentari di liste che “pur non avendo raggiunto il 4% di sbarramento nazionale, avevano una cifra elettorale superiore ai resti delle liste ammesse”. E se la Consulta dovesse accogliere i due ricorsi, i primi a scattare sarebbero proprio il governatore pugliese e Oliviero Diliberto.
“A difendere lo sbarramento”, è scritto nella nota, “sono solo Lega Nord, Pd e Italia dei Valori. Sembra politicamente debole l'argomentazione secondo la quale lo sbarramento avrebbe provveduto a eliminare la proliferazione di piccoli partiti. L'attuale legge elettorale, infatti, ha eliminato dal parlamento liste come SeL, Radicali, Rifondazione e Mpa che hanno raccolto piu' di 3 milioni e 500mila voti, cioè di 500mila voti superiori alle popolazioni di Luxemburgo, Slovenia, Malta ed Estonia che invece hanno eletto 23 europarlamentari”.
L'accoglimento comporterebbe la perdita di un europarlamentare nella circoscrizione III dell'Italia centrale per la Lega Nord e di un altro dell'Italia dei valori nella circoscrizione V dell’Italia insulare.