di La Redazione
Seguendo l'esempio di Roma, dove il raduno però avverrà di pomeriggio intorno alle 17 a Piazza Colonna, di fronte a Palazzo Chigi, il passa parola barese ha organizzato per le 10.30 in Piazza Prefettura un raduno di protesta nei confronti del governo Berlusconi che, sfidando le chiare indicazioni del Quirinale, ha comunque presentato in Decreto Legge per interrompere le procedure di distacco del sondino di Luana Englaro e, al rifiuto di Napolitano, ha mobilitato le camere per "approvare in tre giorni" una legge ad hoc.
"In queste ultimissime ore, il Presidente del Consiglio ed il Governo vanno attuando in contrapposizione della funzione democratica e di garanzia della Costituzione della Repubblica e del Suo Presidente "scrive Franco de Mario della segreteria provinciale dei Comnisti Italiani - "Al Capo dello Stato che esercita le sue prerogative di garante della Costituzione, il Capo del Governo che a questa è sottoposto, risponde prima con un decreto che vorrebbe impedire l'applicazione di una sentenza autonoma della magistratura scritta sulla base dell'ordinamento giudiziario vigente; poi minaccia il cambio della Costituzione e del Governo; da ultimo riconvoca una nuova seduta del Governo per approvare un disegno di legge in materia di fine vita, alimentazione ed idratazione.
E' un anno che si parla della sig.na Eluana Englaro!, se ne conosce ampiamente la condizione umana drammatica sua e della sua famiglia, dunque! se davvero Berlusconi ed il Suo Governo tengono così a cuore le sorti di questa sfortunatissima persona hanno avuto tutto il tempo per fare una legge.
Così facendo il conflitto istituzionale che si intende ostinatamente alimentare, tende a scardinare il fondamentale equilibrio tra i differenti poteri costituzionali dello Stato ed assume i connotati della rottura degli equilibri democratici dell'intero Paese, in continuità con i recenti provvedimenti governativi in materia di immigrazione, diritto alla salute, ronde e quant'altro.
Si vuole disegnare per il Paese un futuro di divisione e di pericolosa regressione democratica, usando il Governo avverso diritti sanciti dall'art. 3 della Costituzione Italiana"
Alla mobilitazione hanno annunciato la loro partecipazione anche il Partito democratico, l'Italia dei Valori, Rifondazione Comunista, i Verdi, Sinistra Democratica.
L'appuntamento è alle 10.00 in Piazza Prefettura
Lo Sfascio
La bufera non si placa. Nonostante il moltiplicarsi degli sforzi, la barca resta in balia dell’imprevedibile. Ammonimenti, concitazione ed eccitazione hanno ceduto il campo alla paura e alla confusione, che rapidamente hanno preso il sopravvento sulla razionalità di ogni decisione. Troppa corda è stata concessa alla vela dell’emotività. E in questi frangenti il controllo si perde.
L’Apocalisse per l’ordinamento dello Stato, più volte annunciata e da sempre auspicata da “Maestri” sia grandi che piccoli, si profila nel bel mezzo di questo Carnevale. Il suo Profeta, all’ombra venerabile di logge, coperture mediatiche ed appoggi cardinalizi, da tempo ne predicava l’avvento. Sforzandosi di dar forza all’invettiva, con l’antico e incredibile sigillo dell’unto del Divino.
Era in attesa solo della buona occasione. Del momento propizio. Che, come tutti i paradossi della vita, è apparso sotto i deboli, indifesi e tristi lineamenti del sorriso impotente di una ragazza, sofferente all’inverosimile. Eluana. Un angelo senza spada, che da 17 anni vive una vita del tutto artificiale.
In un’assurda ed apparentemente casuale confusione, da qualche giorno si accavallavano gli incitamenti ad una variegata disobbedienza. Più o meno velata dalla sottile cataratta delle coscienze individuali. Rendendo alquanto manifesta l’assordante latitanza di qualsiasi monito e di qualsivoglia adeguato intervento censorio.
Adesso, addirittura, nel vortice debordante di un relativismo sterile, diffuso e contagioso, i cui schizzi colpiscono senza clemenza alcuna, è stata presa di mira la Costituzione. Che a farlo sia uno dei poteri dello Stato democratico, da sé dà la stura del tasso di sovversione contenuto nella studiata manovra. Ma che a tener bordone, con toni e accenti di dichiarato entusiasmo, si ritrovi nientemeno che l’Ecclesia, sia pur nelle espressioni miserevoli dei comuni fedeli, suona come sinistro annuncio di biblica memoria.
La breccia si apre su una brutta china. La relativizzazione della Carta Costituzionale mina alla base lo Stato di diritto. Poco importa se con essa si vorrà mettere in discussione anche il Concordato, i Patti o la libertà di celebrare messa in latino (dato che anche agli Imam nelle moschee è richiesto di pontificare in italiano).
L’aspetto devastante del precipitare degli eventi, è che per compiere le “scritture” venerabili di Castiglion Fibocchi hanno reso edificabile la Vigna del Signore. Ne faranno una Villa. E magari la chiameranno Eluana. (Antonio Gelormini)